Superbike: Mondiale dei sospetti, telaio BMW ispezionato dalla FIM

Superbike
domenica, 13 luglio 2025 alle 9:07
toprak
Il paddock della Superbike è una polveriera e la domanda che rimbalza è ossessiva: come fa Toprak Razgatlioglu, in certe circostanze, ad avere un simile vantaggio nei confronti di tutti? Dopo la tripletta di Misano, condita con distacchi imbarazzanti sugli avversari Ducati ufficiale compresa, i commissari della Federmoto Internazionale si sono fatti consegnare il telaio della M1000RR per verificare che fosse identico a quello standard. E, magari, non la stessa unità prototipo con cui l'asso turco ha sbaragliato l'anno scorso, approfittando del regime di super concessioni di cui la marca tedesca godeva. Significa poter utilizzare parti differenti dal modello stradale: telaio, appunto, ma anche diversi componenti interni del motore. La verifica parrebbe aver dato responso negativo: cioè tutto in regola. Lo ha fatto sapere direttamente BMW...

La Superbike dei misteri

Premessa: aldilà delle disquisizioni prettamente tecniche, c'è da rilevare un elemento che assolutamente non va bene, cioè la "confidenzialità" con cui vengono trattate queste questioni nella Superbike di oggi. Nessuno dice niente pubblicamente: nè la Federmoto Internazionale, tantomeno il promoter Dorna. In Formula 1, tanto per fare un esempio scontato, se i commissari tecnici eseguono la verifica di un componente, esce immediatamente comunicazione ufficiale. E, ovviamente, lo stesso organo di controllo ufficializza l'esito: tutto alla luce del sole, tutto chiaro. In Superbike invece no, è tutto segreto. Qualcuno chiede alla FIM di eseguire controlli, i controlli vengono fatti, c'è un responso ma gli appassionati che seguono il campionato lo sanno soltanto se qualcuna delle parti coinvolte apre bocca. Nella circostanza è stata la BMW a far sapere che "ci hanno controllato, ed è tutto a posto". Ma dubitiamo che se la FIM avesse rilevato irregolarità, i tedeschi avrebbero parlato.

Una situazione grottesca

Dorna è il gestire di un Mondiale che non conosce a fondo e, in sostanza, ha sempre visto unicamente come concorrente del core business, cioè la MotoGP. Per cui, per interesse o semplicemente perchè pensano sia giusto così, avalla questa situazione di mancata comunicazione. Ma è un errore gravissimo, perchè la Superbike non è un campionato mainstream come la top class, ha un pubblico diverso e un posizionamento di marketing completamente differente. Mentre l'80-90% di chi segue la MotoGP non sa niente di tecnica, così come il grande pubblico della Formula 1 ignora che cilindrata abbiano i motori, il pubblico della Superbike è competente e segue il Mondiale proprio perchè attratto da argomenti di carattere tecnico. E' normale, visto che si tratta di una competizione che vede protagoniste modelli che sono regolarmente in commercio.

La Federazione Internazionale lavora nell'ombra

Se la gestione Dorna è incomprensibile, ma alla fine si spiega con il sostanziale disinteresse con la quale il promoter tratta il WorldSBK, peggio ancora il ruolo della FIM. Parliamo del massimo organo di gestione sportiva, cioè del garante delle regole. La FIM non dovrebbe rispondere solo alle Case e al Promoter, ma anche direttamente agli appassionati che seguono le corse. Perchè simili controlli vengono fatti nell'ombra e nessuno ne sa niente? E' una domanda da girare direttamente al presidente Jorge Viegas.

BMW e Ducati ai ferri corti

Detto tutto questo, resta la situazione di altissima tensione fra i due giganti che si stanno giocando questo Mondiale: BMW da una parte, la Ducati dall'altra. E torniamo alla domanda iniziale: come fa Razgatlioglu, e solo lui, a fare tutta questa differenza? Il telaio con cui Toprak sta correndo sarà anche regolare, ma lo dice la stessa BMW e non chi dovrebbe garantire sul rispetto delle regole, ovvero la FIM. Il clima di sospetto resta e la supremazia che Razgatlioglu sta facendo pesare anche a Donington non rasserenerà gli animi.

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