Danilo Petrucci è autore di una stagione ottima eppure Ducati non è interessata a lui e nel paddock pochi fanno il suo nome quando si parla di mercato. Difficile darsi una spiegazione. Forse è per una questione anagrafica dato che Danilo Petrucci in autunno compirà 35 anni ma Alvaro Bautista ha sei anni in più ed anche Andrea Iannone è più grande del pilota ternano. Danilo Petrucci è seguito da tanti anni dal manager Albero Vergani ed abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui.
"La stagione di Danilo Petrucci ad oggi è buona, è terzo in campionato. Questa posizione non facile da mantenere ma è e rimane l'obbiettivo di quest'anno, ambizioso ma giusto. Ovviamente il primo ed il secondo posto in campionato non sono neppure da considerare. Speriamo di essere consistenti: con i risultati continui si fanno punti e magari speriamo anche di vincere qualche gara".
Perché Ducati non prende in considerazione Danilo Petrucci per il team factory?
"Secondo me adesso in Ducati pensano ad un giovane come hanno fatto con Bulega magari ad uno proveniente dalla MotoGP. Miller (che in realtà non è neppure giovanissimo), Oliveira o comunque qualcuno di quel campionato. Danilo Petrucci comunque non è mai stato preso in considerazione neppure in passato altrimenti lo avrebbero già preso. Due anni fa hanno scelto Bulega e confermato Bautista che aveva vinto il secondo Mondiale. Poi Bulega ha fatto una stagione mostre e Alvaro il suo lavoro lo fa sempre quindi hanno fatto fatica a lasciarlo a casa per cui ci sta. Quest'anno, da quanto sento, hanno dovuto aprire il portafoglio su Bulega per cui c'è meno disponibilità. Bautista l'anno prossimo avrà 42 anni, è giusto che Ducati guardi avanti e valuti un giovane da affiancare a Bulega che è già da titolo e quest'anno ha già la chance di vincerlo".
Danilo Petrucci resterà al team Barni?
"Con Barni c'è un rapporto stupendo, stima reciproca e una buona moto. Il sogno è di fare un po' come Pramac in MotoGP. La Ducati del Team Barni è veramente una factory bis, Barnabò investe molto. Quando siamo arrivati c'era addirittura chi mi sconsigliava di venire da Barni: mi dicevano che non vinceva, non faceva risultati... Intanto conosco Barnabò da anni e so che è una persona seria in più era innamorato di Danilo per cui si sono un po' incastrate le cose. In passato avevamo quasi concluso con Barni per fare correre Bassani poi Axel ha deciso di rimanere da Motocorsa. Se non ci fosse stato posto da Barni, Danilo Petrucci sarebbe tornato al MotoAmerica perché non aveva una moto. È stata un po' una sorpresa per entrambi. Con Barni ci eravamo già stretti la mano per Axel poi lui ha avuto paura di cambiare squadra quindi si è aperta automaticamente la porta per Danilo".
Ci sono anche altre opzioni?
"Il nome Petrucci gira anche in casa BMW piuttosto che su Honda però non so, vediamo. Ci sono tanti piloti liberi, tra i quali Bautista, e le due case hanno un po' la possibilità di scegliere chi vogliono. Danilo è un pilota d'esperienza e che sa vincere per cui viene preso in considerazione ma, ripeto, ci sono tanti piloti disponibili in Superbike ed in MotoGP".
Segui anche Axel Bassani che invece resterà in Bimota.
"Per Bassani avevamo tre anni di contratto con opzione a favore di Bimota. Gli stanno facendo fare un percorso e sono molto contento di come sta lavorando perché è cresciuto molto. La moto manca di cavalleria ma come telaio è la migliore, lui ha fatto grandi progressi e devo tenerlo un po' a freno perché si sente da podio e chiede qualche cavallo in più per stare davanti. Morde il freno ma è un bel talento e secondo me se l'anno prossimo riuscisse ad avere un motore più performante ci farebbe divertire". Tra i piloti per cui lavori c'è poi Federico Caricasulo
"Lui è un po' come Paperino [ride] non glie ne va dritta una. Non è mai bello cambiare team durante l'anno ma ora è da Giugliano.
Lo dico sempre: bisogna essere contenti in due ed ora sia Caricasulo che suo ex team sono più felici".