Jerez sarà l'ultima recita in Superbike per
Michael Rinaldi che dopo stagioni da protagonista, anche con Ducati ufficiale, l'anno prossimo scenderà nella Supersport per puntare al Mondiale. Il riminese sogna una chiusura in bellezza e intanto chiude il venerdi davanti a tutti, anche a Toprak Razgatlioglu e Nicolò Bulega che hanno ancora il titolo in ballo, almeno per l'aritmentica. Il colpaccio è riuscito mettendo mano ad una delle quattro gomme da qualifica disponibili, che ovviamente ha dato un vantaggio rispetto a chi ha speso l'intera seconda sessione per preparare la distanza lunga. Rinaldi si è così tolto la platonica soddisfazione di precedere Nicolò Bulega e Danilo Petrucci, al comando per quasi tutta la sessione. Soltanto quarto Toprak Razgatlioglu, che anche al mattino si era dovuto inchinare (si fa per dire: appena 22 millesimi di distacco...) al rivale Bulega.
Qui cronaca e tempi della FP1.
Il giro secco conta il giusto
Il primato del venerdi ha un valore sempre relativo, ma nel caso di
Michael Rinaldi ha un sapore diverso. L'approdo in Ducati Motocorsa, al posto di Axel Bassani, sembrava il viatico per una stagione alla garibaldina, invece il 2024 del romagnolo non è mai decollato. I piloti di alta classifica hanno svolto un lavoro diverso, perchè gli obiettivi sono di altro genere. Bulega sta cercando la continuità per provare a battere Toprak Razgatlioglu, com'è successo domenica scorsa nella Sprint all'Estoril. Sarà stato un fulmine a ciel sereno, in coda ad una volante e fortunata volata risolta per appena tre millesimi di secondo, o l'anticipazione di un cambio di orizzonte? La Ducati sta riuscendo sul serio a colmare il divario con la BMW in super concessioni assai marcato per tutto il campionato, al netto dell'astronomico potenziale del pilota turco?
Si sveglia Jonathan Rea
Il buon responso del mattino non è stato un fuoco di paglia: qui a Jerez, dove il sei volte iridato ha già avuto modo di provare la Yamaha, Jonathan Rea si è incollato al treno di testa. Quinto tempo di giornata, ad un solo decimo da Bulega e Toprak. Nel mucchio c'è anche un Danilo Petrucci che all'Estoril non ha brillato nelle gare, ma qui pare determinato a riprendere la serie di belle prestazioni che gli abbiamo visto sciorinare da metà campionato in qua.
Sabato ore 14, il secondo match point
Toprak Razgatlioglu ha la concreta possibilità di aggiudicarsi il secondo titolo Mondiale Superbike già al termine di gara 1 di questa tappa finale a Jerez. Partendo con 44 punti di vantaggio su Nicolò Bulega, gli basterebbe finire secondo alle spalle del rivale per chiudere il discorso, visto che resterebbe a +39 punti e domenica infatti resterebbero da assegnare solo 37 punti. Se invece chiude davanti al rivale, l'asso turco è campione in ogni caso.
Toprak ha già vinto il titolo nel 2021 con la Yamaha, mentre per BMW Motorrad si tratterebbe del primo alloro in questa categoria.
Bautista si complica di nuovo la vita?
Anche Axel Bassan su questo tracciato sembra essersi scosso dal torpore che lo ha avvolto da quando è salito sulla Kawasaki, settimo e identico tempo con Andrea Iannone, che sta ancora cercando la sua strada. Anche in questa circostanza Alvaro Bautista parte con il freno tirato: undicesimo tempo. Ultimamente l'ex due volte iridato è partito spesso a centro gruppo, perdendo energie preziosissime per risalire la corrente. Per rimediare una buona posizione sullo schieramento Superbike c'è la Superpole, sabato alle 11. Dopo sarà troppo tardi.
Foto: Silvio Tosseghini