Operazione rilancio.
Michael Ruben Rinaldi torna nel Mondiale Superbike e lo fa quasi in punta di piedi, con Motoxracing, un team privatissimo ma serio ed affamato di risultati. Il team manager Sandro Carusi è nel motociclismo da sempre. È partito dal basso e passo dopo passo ha portato la sua squadra nel Mondiale Superbike. Rinaldi invece aveva bruciato le tappe. Nel giro di pochi anni è passato dall'Europeo Superstock 600 al Mondiale Superbike da protagonista con il team ufficiale Ducati. Tanto veloce la salita quanto la discesa con un 2024 da dimenticare. Da Misano inizierà una nuova fase della sua carriera, si sente il profumo della rinascita ma fatta in modo graduale, senza voli pindarici.
"Divorziare da Tito Rabat e puntare su Michael Ruben Rinaldi era la cosa giusta da fare - spiega Sandro Carusi a Corsedimoto -
il pilota spagnolo avrebbe dovuto portare a Motoxracing esperienza e risultati ma così non è stato. Avrebbe dovuto fare un po' da guida a Bahattin Sofouglu, aiutarlo a crescere invece andava peggio di lui. Rabat ha deluso le aspettative: la separazione non è stata improvvisa o inaspettata. Nello stesso tempo in Supersport c'era Michael Ruben Rinaldi che non riusciva ad emergere. Non si trovava proprio con la R9 ed in quella categoria. Parlando con Yamaha è emersa la possibilità di un accordo tra noi e Rinaldi". Michael Rinaldi ha già provato la Yamaha Superbike Motoxracing?
"Siamo andati a girare a Vallelunga tra gli amatori e il cronometro era un dettaglio. Abbiamo lavorato molto bene assieme. Si vede che lui ha gareggiato per anni in un team ufficiale: è molto professionale, ha un ottimo metodo di lavoro e la sua esperienza può essere importante per tutti noi. Ci può aiutare a crescere. A lui è piaciuta l'atmosfera che si respira nella nostra squadra con un clima famigliare. Il primo approccio è stato molto positivo, si è creato subito un bel feeling".
Quali sono le aspettative?
"Non essendoci la possibilità di fare dei test, i primi appuntamenti serviranno per conoscerci, per fare una sorta di rodaggio. Dobbiamo poi essere realisti. La nostra Yamaha non è una moto ufficiale e la squadra è privatissima. Sarebbe da folli pensare "Ok abbiamo Rinaldi e puntiamo al podio". Il livello del Mondiale Superbike è esasperato. Il nostro obbiettivo è ridurre il più possibile il gap dalle Yamaha ufficiali. Ecco, se Rinaldi limitasse il distacco da Rea e magari riuscisse a stare davanti ad Aegerter per noi sarebbe veramente il top. L'obbiettivo con Rinaldi è la zona punti e possibilmente cercare di stare nei primi dieci. Abbiamo Bahattin Sofouglu che per essere un giovane esordiente sta andando veramente bene. Ora vorremmo raccogliere delle belle soddisfazioni anche con l'altra moto quindi con Rinaldi".