Il Mondiale Superbike è ancora in grado di emozionare. A prima vista il team
Barni Racing appare come un colosso. D'altra parte è lì, terzo nella classifica mondiale piloti con Danilo Petrucci e terzo nella graduatoria assoluta per team. In realtà è una squadra gestita interamente da una famiglia:
Marco Barnabò, sua moglie Pamela ed il figlio Davide. Certo, Barni Racing non è una sorpresa. Ha quasi trent'anni di storia alle spalle ed è la squadra motociclistica più titolata a livello italiano. Nel 2018 Barni Racing si è aggiudicato per la prima volta il titolo di miglior team indipendente del Campionato Mondiale Superbike con Xavi Forés per poi rivincerlo nel 2024 ed infine quest'anno con Danilo Petrucci e Yari Montella. Il team in questa stagione ha fatto un importante step: non solo è al top tra i privati ma precede in classifica generale molte squadre ufficiali.
"Al momento siamo molto soddisfatti di aver vinto il titolo Indipendent Team - racconta Marco Barnabò a Corsedimoto - però abbiamo anche altri obbiettivi molto importanti da raggiungere. Quello di Danilo Petrucci è vincere il titolo come pilota indipendente ma soprattutto arrivare terzo in classifica. Un obbiettivo per me molto importante è il terzo posto nella classifica generale a squadre perché in questo momento siamo davanti a squadre ufficiali come Yamaha, Honda, Bimota... Sarebbe sicuramente un grande motivo d'orgoglio. Stiamo lavorando veramente tanto, ci stiamo impegnando moltissimo in pista ma anche a casa".
L'importanza del lavoro dietro le quinte
"Il lavoro fatto a casa non viene mai visto, tipo quello del motorista o quello di mia moglie Pamela che organizza tutti i viaggi, i rapporti con gli sponsor e tutte le cose che non si vedono quando siamo alle gare. Però senza tutta questa molte di lavoro svolto a casa non sarebbe possibile essere qui. Dietro i week-end del Mondiale Superbike c'è un'organizzazione importante ed a farla siamo solamente io e Pamela. Ultimamente c'è anche mio figlio Davide che, oltre a lavorare alle corse, si sta impegnando po' anche nell'organizzazione: è coinvolto nel team al cento per cento. Siamo molto contenti ed orgogliosi di questo".
Quanto vale sul mercato il titolo Indipendent Superbike?
"Siamo sicuri che questo risultato possa contribuire per poterci proporre al meglio agli sponsor ed ai partner tecnici perché noi chiaramente oltre che fare le corse, sviluppiamo tutti i prodotti ed i materiali legati al racing. E' molto importante il nostro rapporto con i partner tecnici, quelli che ci danno il materiale per le moto da corsa, come Bardahl che fornisce l'olio, le aziende che fanno le pedane, le carene e tutto il resto. Chiaramente sono sono poi fondamentali gli sponsor: se non avessimo la loro fiducia ovviamente non potremmo fare ciò che stiamo facendo. Il Mondiale Superbike ha costi sempre più alti, come tutto nella vita. Per essere ad alti livelli in campionato bisogna avere gente disposta ad investire in questi progetti, in modo da avere il supporto necessario per raggiugere gli obbiettivi".