Superbike, Alvaro Bautista attacca: "Sicurezza e carriera compromesse"

Superbike
sabato, 09 agosto 2025 alle 12:57
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Il futuro di Alvaro Bautista nel Mondiale Superbike è ancora da definire. Dopo che il team Aruba Ducati gli ha comunicato l'intenzione di non esercitare l'opzione per rinnovare il contratto per il 2026, lo spagnolo si è guardato attorno per cercare altre soluzioni. Al momento, però, non ha firmato con nessun costruttore e si sta riaprendo anche la clamorosa ipotesi di continuare a correre con l'attuale squadra, seppur con stipendio ridotto.

Superbike, Bautista ancora con la Ducati?

In una bella intervista ad AS, il due volte campione del mondo SBK ha confermato che guidare la nuova Panigale V4 R nel 2026 non è qualcosa da scartare: "Ducati è un'opzione. Stiamo ancora parlando. Voglio avere qualcosa di tecnicamente competitivo per poter mostrare il mio potenziale. Se corro, è perché voglio vincere. Diventare tester? Ora non rientra nei miei piani".
Bautista ha ribadito anche che la questione stipendio è stata determinante nella scelta della casa bolognese di non prolungare il contratto: "Ducati mi ha detto che non potevano mantenere le condizioni attuali, che l'aspetto economico doveva essere ridotto. Gli ho detto di lasciarmi libero di decidere. Non è che mi abbiano licenziato, ma c'era il diritto di rescindere il contratto (1+1). Se non riescono a trovare un pilota, possono chiamarmi e dirmi: "Álvaro, vuoi correre per questa cifra?" e poi deciderò io".
Ducati punta a ingaggiare qualcuno di più giovane, però se non dovesse riuscire in questo obiettivo, non è escluso un passo indietro. L'idea di prendere un pilota con meno anni del 40enne spagnolo serve soprattutto per tutelarsi in caso di passaggio di Nicolò Bulega in MotoGP nel 2027. Il piano è avere qualcuno pronto per lottare per il titolo Superbike.

SBK, Alvaro e il peso minimo

Bautista è stato interpellato anche sul famoso tema della zavorra da 6-7 chili che deve montare sulla sua Panigale V4 R dal 2024, anno dell'introduzione della regola sul peso minimo dei piloti: "Abbiamo analizzato i dati con Ducati - spiega - e la moto ha più inerzia laterale, non frontale. In ogni curva tende sempre a fare più metri verso l'esterno. Non si tratta più di vincere, si tratta di sicurezza. Una moto che pesa 7 chili in più ha molta più inerzia in frenata, in uscita di curva e in ingresso. Aumentando l'inerzia, aumentano i rischi".
Le moto sono già pesanti e aumentarne il peso con una zavorra complica sia la guida che un altro aspetto che Alvaro vuole mettere in evidenza: "FIM, Dorna e il Mondiale Superbike cercano sempre di garantire la sicurezza dei piloti e fanno un ottimo lavoro, però così stanno mettendo più a rischio la vita dei piloti più leggeri. Mi fanno rischiare la vita più degli altri. Perché? Perché sono piccolo? È per questo che devo rischiare più degli altri? Non mi sembra logico".

Bautista, quali alternative a Ducati?

Rimanere con Ducati sarebbe l'ideale dal punto di vista sportivo, però Alvaro è costretto anche a valutare delle alternative, cosa non facile nel Mondiale Superbike: "Porto con me uno zaino da 7 chili e le squadre non vogliono un pilota con quel peso in più. È un modo di compromettere la carriera di un pilota solo perché vince".
La zavorra che è costretto ad adottare sulla moto sta compromettendo il suo futuro nel WorldSBK, dato che ogni costruttore teme che Bautista possa avere grande difficoltà a guidare una moto diversa dalla Ducati, con la quale sta già un po' lottando a causa dell'extra-peso. Soprattutto nella prima parte di gara è in sofferenza, poi man mano che il serbatoio si svuota e la moto si alleggerisce si trova maggiormente a suo agio, solo che ormai ha perso contatto dai primi. Non è il modo ideale per correre, anche se FIM e Dorna non sembrano intenzionate a cambiare il regolamento.
Foto: Aruba Racing Ducati

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