Dopo un biennio Moto3,
Filippo Farioli affronterà una nuova sfida. Di recente infatti è arrivata l'ufficialità dell'
accordo con MV Agusta per il salto nel Mondiale Supersport nel 2025. Un cambiamento radicale dopo due stagioni nella classe minore del Motomondiale, prima al debutto con Red Bull KTM Tech3 e poi quest'anno con SIC58 Squadra Corse. Il giovane pilota-poliziotto bergamasco sa bene cosa non ha funzionato in questa breve avventura Moto3 ed è determinato a far vedere cosa può fare nelle derivate di serie. Abbiamo fatto il punto sul campionato e sui suoi prossimi obiettivi, ecco cosa ci ha raccontato.
Filippo Farioli, partiamo dal Mondiale Moto3 2024. Un altro anno difficile per te.
Diciamo che ho sofferto un po' sul lato mentale, ho accusato il fatto che questo risultato non arrivava e mi ha un po' buttato giù fino alla fine dell'anno. Spiace perché in tanti weekend siamo andati forte nelle prove o in qualifica, però poi per un motivo o per un altro non si riusciva mai a concretizzare in gara. Ovviamente questa cosa l'ho sofferta, soprattutto nel periodo in cui ancora non sapevo cos'avrei fatto l'anno dopo, avevo qualche dubbio.
Ad un Farioli non piace la Honda, o c'è altro che non ha funzionato?
[risata] Diciamo che la Honda non si addiceva molto al mio stile di guida, però abbiamo comunque fatto delle gare positive. Penso anzi che si poteva fare anche meglio. Ci sono state poi alcune cose che non hanno funzionato all'interno della squadra. Il rapporto non è stato quello dell'inizio dell'anno, da metà stagione ho sofferto un po' di più. È stato quindi un po' un concatenarsi di cose che non ha portato benefici né a me né al team. Non voglio dare colpe solo ad una parte, direi 50 e 50. Ho poi fatto vari errori, tante penalità stupide le potevo evitare.
In pista invece quali sono state le maggiori difficoltà?
Sicuramente a livello di gomme è stato un cambiamento radicale per tutti. Soprattutto ha fatto tanto la differenza sia il fatto di dover capire come non usurarle più di tanto nell'arco della gara che capire come sfruttarle al meglio nelle qualifiche o nelle prove. Hanno un extra grip molto maggiore rispetto alle Dunlop, ma allo stesso tempo il degrado è stato maggiore. A livello di stile, essere molto aggressivo in frenata, con uno stile "stop&go", andava già contro le caratteristiche della Honda. Riuscivo ad essere efficiente in frenata, ma a centro curva e in uscita di curva ho sempre fatto un po' più fatica.
Cos'hai imparato in questi due anni in Moto3? Cosa ti porti dietro?
Mi dispiace non essere mai riuscito a dimostrare il mio potenziale. Sicuramente ho imparato molto a livello emotivo, ma ho visto anche che devo rafforzarmi un po' di più a livello mentale. Devo poi migliorare il mio comportamento con le squadre, sicuramente anche da parte mia c'è qualcosa da cambiare a livello di atteggiamento. Non dico di essere più professionale, però devo saper dire le cose giuste al momento giusto, quindi maturare un pochino di più sotto questo punto di vista. In pista, sicuramente devo imparare ad evitare le penalità! Come ultima cosa, devo lavorare molto su me stesso, concentrarmi di più sul lavorare da solo e in ottica di gara, senza aspettare l'ultimo minuto per un giro alla morte, come succedeva in Moto3. Con le moto grosse questa cosa la senti meno.
Come sei arrivato a questa scelta di passare nel Mondiale Supersport?
Ho voluto cambiare proprio campionato perché voglio voltare pagina. Avevo qualche opzione per un altro anno in Moto3, ma dopo l'Indonesia ho scelto proprio di cambiare categoria, di cambiare aria. Un'idea sarebbe l'indomani tornare da questa parte ma in Moto2, o magari no, questo si vedrà col tempo. Cambiare totalmente però è stata una mia decisione.
Dalla Moto3 alla Supersport è un bel salto.
Sì, sicuramente è un salto importante. Parliamo di moto più potenti ma anche di 3-4 piste che non conosco. Ma come detto, è stata una mia scelta anche per la mia struttura fisica, a livello di peso e altezza non ero molto avvantaggiato. Secondariamente poi voglio riossigenarmi un po' la testa, diciamo così: voglio tornare a divertirmi ed a sorridere per quello che faccio, alla fine la mia passione più grande e spero la mia vita futura. Vorrei tornare ad essere quello che ero, con quello che avevo dimostrato due anni fa, e spero che la Supersport possa essere un trampolino di rilancio per me.
Quando è arrivato l'accordo con MV Agusta?
Durante l'anno avevo iniziato a guardare i team Supersport, da lì ha iniziato a girare la voce anche se non l'avevo detto a nessuno... Io comunque avevo da subito l'interesse ad andare con MV Agusta, in primis perché penso che sia uno dei team migliori. Secondariamente perché c'è Stefano Riminucci, una persona che conosco e che sarà il mio capotecnico l'anno prossimo: tempo fa avevo fatto due test con lui e mi ero trovato molto bene sia a livello umano che tecnico. Avevo anche sentito che Sofuoglu non rimaneva lì, quindi ho pensato di provare.
La firma vera e propria quand'è arrivata?
Quando ci siamo visti all'EICMA: il mercoledì di quella settimana abbiamo fatto l'annuncio, la firma e tutto. Il giorno dopo sono anche andato a trovarli al capannone e mi sono sentito già come a casa. Inizialmente erano un po' in dubbio per il discorso del passaggio dalla Moto3 alla Supersport, ma dopo due settimane ci hanno richiamato. In quel periodo io ero via per le gare asiatiche. Erano fortemente interessati e mi hanno aspettato fino all'ultimo, mi ha fatto davvero piacere perché credono molto in me. Deve ancora partire la stagione ma sono molto contento di aver firmato con loro.
Come ci si prepara ora per questo salto?
Una cosa fondamentale sarà ritornare quello che ero a livello emotivo e mentale. La preparazione fisica è importantissima e, come ripartirò da zero passando dalla Moto3 alla Supersport, così farò con gli allenamenti. Fisicamente serve uno sforzo differente quindi la preparazione sarà molto diversa. A livello mentale voglio ricominciare un percorso con un mental coach, una persona che mi possa aiutare a tornare ad essere un po' quello che ero. Il team poi mi metterà a disposizione una moto da allenamento, quindi ripartirò allenandomi con una moto simile a quella che userò in gara. È importante, ti aiuta a prendere confidenza per arrivare ai primi test con un feeling differente, invece di arrivare non sapendo cosa ti aspetta.