Stringere la mano ad
Eugene Laverty di questi tempi fa impressione: ha le braccia così deboli che temi di fargli del male. La caduta di due mesi fa a Imola, per un problema tecnico, ha lasciato pesanti conseguenze. Il polso destro, in particolare, non ha ancora recuperato piena mobilità. Guidare una Ducati V4R, in queste condizioni, diventa una tortura. Eppure questa testa dura d'irlandese ha voluto correre a
Laguna Seca a tutti i costi. E' una delle piste più impegnative dal punto di vista fisico, che ti lascia senza respiro. Ma tant'è. In Superpole Laverty ha compiuto un'impresa, girando in 1'23"232: decima posizione, meglio di un bel numero di piloti sani. C'erano parecchi dubbi che potesse coprire tutti i 25 giri di gara 1, invece ce l'ha fatta. Undicesimo, a 46 secondi dal vincitore Jonathan Rea. Mitico EuGenio!
Correre per
Eugene Laverty è la medicina migliore. Dopo gli Usa avrà parecchie settimane per guarire davvero. "
E' stato fantastico fare un passo così grande, sul giro secco mi sono proprio divertito. La Superpole è stata incredibile: ieri non avrei mai pensato di poter siglare un 1'23.2. Ed ho girato da solo! La gara è stata più difficile, ma ho cercato di impostare il mio ritmo su un passo costante per tutti i 25 giri. Ho finito la gara e quello era il mio obiettivo. Adesso vorrei tentare l'ingresso in top 10 nelle due gare di domenica." Buon sogno, EuGenio.