Davide Giugliano ha le idee chiare. Dopo aver gareggiato per anni nel Mondiale Superbike da pilota ci vuole tornare da team manager ma senza fare il passo più lungo della gamba. Intanto il suo team, il D34G Racing, sta facendo bene nel Mondiale Supersport con i due giovani piloti australiani. Tom Edwards è in testa al World Challenge precedendo Simone Corsi ed è sedicesimo in classifica generale mentre Oliver Bayliss è quattordicesimo. Forse ci si aspettava qualcosina in più ma il livello del campionato è molto alto. Per l'anno prossimo Giugliano punta ben più in alto: nella lista di candidati ci sono nomi importanti come Phillip Oettl. La conferma scontata è Bayliss Junior: ormai più che un pilota è uno di casa, visto che abita accanto alla sede del team.
Davide Giugliano, come può crescere il D34G Racing?
"Il nostro obbiettivo è crescere. Il mio sogno è partecipare al Mondiale Superbike da Team Manager ma serve ancora del tempo. Al novantacinque per cento non sarà possibile farlo nel 2025. il salto va fatto con estrema sicurezza, dobbiamo avere tutto al top e non ha senso bruciare le tappe. L'anno prossimo resteremo in Supersport e cercando di lottare per le prime posizioni. A livello di struttura e di moto non ci manca nulla, possiamo anche contare sulla collaborazione un uomo Ducati quale Paolo Zavalloni".
Per l'anno prossimo con chi state trattando?
"Non mi sembra giusto dirlo per rispetto dei piloti attuali. Finché non è fatta poi non mi pronuncio. Posso solo dire che ci hanno contattato anche dei piloti d'esperienza e ci fa piacere: il nostro team è molto considerato".
Cos'anno di più i team Ducati Aruba e Barni Racing?
"A livello tecnico ed organizzativo nulla. Huertas e Montella sono due grandissimi piloti che riescono a sfruttare al meglio il proprio talento".
Che voto daresti a questa stagione?
"Sono contento a metà. Sono molto felice del metodo di lavoro, dello sviluppo, dell'atmosfera che si respira all'interno del team... Abbiamo il potenziale per ottenere risultati migliori. Come voto darei un sei e mezzo sette perché ci sono aspetti magari da nove ed altri da sei".
Perché Oliver Bayliss non è ancora riuscito a brillare?
"Oli ha un cognome pesantissimo sulle spalle, inutile negarlo. A lui come del resto ai piloti che arrivano dal Campionato Australiano manca un po' di esperienza. In Supersport ci sono ex piloti di Moto2 o comunque ragazzi cresciuti in campionati nazionali europei. Ritengo che Oliver Bayliss abbia comunque un grandissimo talento e riuscirà ad emergere".