Da tre uscite a questa parte, Yamaha sembrava aver individuato la chiave di volta per affrontare lo scorcio conclusivo di questa stagione con un cauto ottimismo. Proiettandosi all’anno venturo con rinnovate ambizioni. Buone sensazioni spazzate via in un sol colpo da un inizio di week-end al Mobility Resort oggettivamente inappagante. Magari da qui a domenica il trend cambierà (se lo augurano anche i diretti interessati), ma intanto il venerdì di
Motegi è stato un brusco ritorno alla realtà per la casa dei Tre Diapason. Sulla pista di casa la M1 ha pagato dazio e non poco nel corso della giornata inaugurale di prove, palesando passi indietro evidenti in controtendenza agli incoraggianti spunti velocistici registrati (soprattutto per mano del
“solito” Fabio Quartararo) nei due week-end di Misano e, più recentemente, nella prima tappa del tour asiatico a Mandalika.
QUARTARARO E RINS FUORI DAL Q2 A MOTEGI
Le caratteristiche del tracciato nipponico mal si sposano con le prerogative della 4 cilindri di Iwata, come in tante altre occasioni messa in crisi da un’aderenza di asfalto precaria. Siamo solo al venerdì, ma il GP più importante
“dell’onore e dell’orgoglio” rischia di diventare un vero incubo per Yamaha. Se il 20° posto di Alex Rins ad 1”514
dalla rivelazione di giornata Brad Binder non desta troppo clamore, il 14° posto di Fabio Quartararo
(nella foto d’apertura) al termine del turno di Practice certifica tutte le difficoltà del momento. “La moto non mota” verrebbe da dire usando un eufemismo. E persino
“El Diablo”, reduce da 5 piazzamenti in top-10 nelle ultime 6 gare disputate (sia lunghe che sprint) ottenendo inoltre l’acceso diretto al decisivo Q2 delle qualifiche ufficiali per 3 volte consecutive, non riesce a cavare un ragno dal buco.
PROBLEMI DI ADERENZA RALLENTANO LA YAMAHA
“Abbiamo faticato, sembra che la pista influisca sulle prestazioni della nostro moto accentuandone i limiti”, ha rimarcato senza troppi giri di parole il Campione del Mondo 2021, il quale domani sarà costretto a transitare dalla tagliola del Q1 insieme al compagno di squadra Alex Rins.
“Quando il livello di aderenza è buono non siamo messi male, ma appena cala siamo lontani dalle posizioni che contano. Ci manca il grip al posteriore e ciò ci rende le cose difficili”. In tutto questo, il maltempo atteso nel sabato di
Motegi non gioverebbe affatto alla causa Yamaha...
DAY 1 AL DI SOTTO DELLE ASPETTATIVE
Versione dei fatti confermata anche da Maio Meregalli: “Motegi è una pista particolare che non gioca a nostro favore”, ha ammesso il team director Monster Energy Yamaha. “La mancanza di aderenza influisce sulla frenata, sull’inserimento in curva e sull’angolo di piega, impedendo a Quartararo e Rins di spingere al massimo. È un risultato deludente dopo quanto di buono mostrato a Misano e Mandalika. Anche se, conoscendo le caratteristiche di questo circuito, ci aspettavamo che sarebbe stato un GP complicato. Analizzeremo attentamente i dati per trovare una soluzione da provare domani”.