MotoGP: Pecco Bagnaia deve cambiare piano, vincere non basterà

Paolo Gozzi Blog
sabato, 16 novembre 2024 alle 17:53
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Il verdetto della MotoGP '24 arriverà in coda all'ultimo GP di questa estenuante stagione: è il finale che gli organizzatori speravano, e ovviamente anche tutti noi appassionati. Non sarà però una sfida ad armi pari, perchè il capoclassifica Jorge Martin può amministrare un capitale di 19 punti, su 25 in palio. Significa che Pecco Bagnaia non può fare tutto da solo, nè scegliere una strategia convenzionale. Per ribaltare il pronostico bisogna che succeda qualcosa di imprevisto, cioè che lo spagnolo cada nella rete della tensione e si faccia abbindolare dai giochi di prestigio dell'avversario diretto. "Bagnaia la deve buttare in caciara, perchè in questo sport come dice Luca Cadalora (tre mondiali, ndr) conta solo finire nel "Libro" (l'albo d'oro, ndr) ha scritto sul suo profilo social Filippo Falsaperla, per tantissimi anni inviato de La Gazzetta dello Sport. Un osservatore d'esperienza, che conosce bene lo sport che amiamo.

Il tutto per tutto

Per fare un raffronto con altri sport, Bagnaia alla vigilia del GP decisivo è come la squadra di calcio che si trova 0-2 a cinque minuti dalla fine, o sotto di 20 nel basket all'ultimo quarto. In questi casi la ribalti sono se ti inventi qualcosa di particolare, se la "butti in confusione", come dice Filippo, e l'avversario perde il filo. Intendiamoci: Martin ha l'esperienza e il talento per girare alla larga dai guai. Ma mai dire mai, anche nelle moto, come in tutti gli altri sport, finisce quando finisce. Bagnaia non ha niente da perdere, tentare il tutto per tutto è l'unica possibilità.

Il precedente MotoGP di Valentino Rossi 2006

Nella storia del Motomondiale non mancano i finali a sorpresa. Quello che calza maggiormente ad esempio è l'epilogo del 2006. Valentino Rossi era a caccaa del sesto Mondale e arrivò allo finalissima di Valencia con 8 punti di margine sul regolare ma certamente meno veloce Nicky Hayden. Successe l'imponderabile: VR46 cadde, anche se gli sarebbe bastato fare il compitino, servendo sul piatto d'argento il titolo all'americano, al primo e unico successo. Rialzatosi, Valentino finì tredicesimo, ma non bastò. Una beffa gigantesca.

Buttarla in caciara

Bagnaia non dovrà correre come piace a lui, cioè partire forte, entrare davanti in curva 1 e poi fare ritmo e andare via. Dovrà cercare di difendere la pole, ma una volta davanti non deve spingere, per fare in modo che il gruppo non si allunghi e resti più compatto possibile. Nella Sprint Enea Bastianini è riuscito a battere Martin e altri non erano lontani. Espargarò, i due fratelli Marquez e probabilmente Pedro Acosta, finito subito fuori gara alla seconda curva, sono bellicosi: per un motivo o l'altro tutti vogliono finire in bellezza. Che Martin perda da tutti è improbabile: in questa stagione solo Bagnaia gli ha tenuto veramente testa, al costo di incappare in parecchie cadute che hanno segnato la classifica. Quindi Pecco non può sperare che sette piloti si mettano in mezzo. Ma può sperare che Jorge si faccia ingolosire dalla voglia di battere il rivale e salutare il primo mondiale dal gradino più alto del podio. Questa è l'esca da lanciare...

Bagnaia e il corpo a corpo

Dunque, più che sugli avversari, Pecco deve contare su se stesso. Dovrà gestire la strategia con il bilancino e fare in modo che Martin stia addosso tutta la gara. A quel punto sarà Jorge a dover scegliere cosa fare: aumentare il rischio per togliersi dai guai, prendendo i rischi del caso? Oppure andare in sicurezza, con il rischio di averne parecchi addosso fino ai giri finali? La gara di Bagnaia non potrà essere come tutte le altre. Stavolta Bagnaia deve pensare un piano alternativo e tirare fuori una condotta di gara che mai gli abbiamo visto fare. Tutto-o-niente, la missione è disperata: servirà un gioco di prestigio per mandare Martin in confusione. E' difficilissimo che succeda, ma a dispetto dell'ampio margine di Jorge, potrebbe uscirne un pomeriggio appassionante.

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