Valentino Rossi sulla Yamaha M1

Valentino Rossi, Yamaha e la batosta dell’elettronica unificata

Valentino Rossi dal 2017 ad oggi ha vinto una sola volta. Lin Jarvis ha dovuto ammettere: "Yamaha ha sottovaluto l'elettronica unificata".

7 agosto 2019 - 18:25

Nella stagione 2015 Valentino Rossi e Jorge Lorenzo lottavano per il titolo mondiale. Il Dottore collezionava 4 vittorie e 11 podi, il maiorchino 7 vittorie e 5 podi. La Yamaha M1 sempre sul podio con almeno un pilota (ad eccezione di Misano), prima di dare inizio ad un lungo periodo decrescente. Già nel 2016 i due campioni di Iwata insieme registravano solo 6 vittorie, lasciando via libera al dominio assoluto di Marc Marquez.

Cosa è successo tra il 2016 e il 2017 di così incisivo da far sprofondare Yamaha nel periodo più buio della sua storia in MotoGP? L’addio di Jorge Lorenzo ha inciso in sullo sviluppo della YZR-M1, perdendo il pilota-collaudatore su cui era stato costruito il prototipo dopo l’addio di Valentino Rossi nel biennio 2011-2012. Ma l’introduzione della centralina unica (software) ha dato un decisivo colpo di grazia ai tecnici giapponesi, che hanno sottovalutato gli investimenti in questo settore. Al contrario di Honda e Ducati che intanto si accaparravano le migliori menti di Magneti Marelli.

Dal 2017 ad oggi Yamaha ha vinto appena 6 GP (uno solo con Valentino Rossi), con un vuoto di 25 gare senza trionfi da Assen 2017 a Phillip Island 2018. Il team manager Lin Jarvis non vede una connessione diretta tra la crisi della Yamaha e l’addio di Lorenzo dalla squadra. “Puoi dire che ci siamo persi quando Lorenzo ci ha lasciato, ma non perché ci ha lasciato“, ha detto a Motorsport-Total.com. “Ciò che ci ha veramente ferito è stata l’introduzione dell’elettronica unificata“. Nel 2016 il divario sulla ECU era ancora flebile, in quanto gli altri costruttori ancora dovevano adattarsi al cambiamento. Dal 2017 il team di Iwata è rimasto sensibilmente indietro: “Abbiamo sottovalutato l’impatto del cambio di elettronica, questo ci ha penalizzato“. Dall’agosto 2018 Michele Gadda sta provando a recuperare il tempo perduto, ma Valentino Rossi è stato chiaro: “Servirebbero cinque come lui“.

UN PO’ DI STORIA ELETTRONICA…

In passato l’elettronica era libera e ogni costruttore produceva in autonomia sia l’hardware che il software delle centraline. Dal 2002, in cui si impiegava un’elettronica derivata dal mondo delle auto, tutte le Case hanno progressivamente realizzato, in collaborazione con le più importanti aziende di elettronica, delle configurazioni sempre più sofisticate e ad hoc per i propri motori. Nel 2014 ha fatto l’ingresso in MotoGP l’hardware unico per tutti, ma i team hanno continuato a progettare i software in maniera autonoma. Per provare a ridurre il gap fra team factory e satelliti e rendere le gare più spettacolari, Dorna dal 2016 ha introdotto il fornitore unico di gomme e il software unificato fornito da Magneti Marelli. Infine da quest’anno ha esordito anche la piattaforma inerziale unica (per saperne di più LEGGI QUI).

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

jorge lorenzo motogp 2019

Jorge Lorenzo, a Motegi il 200° GP. “Abbiamo qualche idea da provare”

Fabio Quartararo

MotoGP, Fabio Quartararo: “Rookie dell’anno, ma non c’è fretta”

MotoGP Race

MotoGP, aria tesa nella MSMA: motori congelati fino al 2021