Valentino Rossi nel 1999

Valentino Rossi ‘The Legend’: i racconti dell’ex brigadiere e della maestra

Valentino Rossi correrà la sua ultima gara MotoGP in Italia. Il mito delle due ruote viene rinfocolato dai racconti di chi l'ha conosciuto da bambino.

21 ottobre 2021 - 8:12

Misano-2 sarà l’ultima gara MotoGP di Valentino Rossi in Italia. Si chiude un ciclo epico e, come ogni leggenda che si rispetti, si moltiplicano le voci che ne alimentano il mito. Il Comune di Tavullia è l’olimpo dove è cresciuto il dio delle due ruote, dalle voci del popolo si conoscono quegli aspetti che altrimenti non avremmo mai saputo. A raccontare qualche retroscena del pilota Yamaha è Umberto Uguccioni, compagno di classe del Dottore. “Già il fatto che fosse figlio di un pilota del Mondiale ai nostri occhi lo rendeva speciale“. Papà Graziano era molto conosciuto, le corse in moto fanno parte del Dna familiare.

In un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ ricorda i tempi della spensierata infanzia. “Me lo ricordo vivacissimo ma educato, molto silenzioso, quasi timido con le ragazze. Ma già quei primi anni lui pensava sempre e solo alle corse. Era fissato con le auto, disegnava continuamente le Porsche e poi regalava il disegno. Poi, crescendo, vedendo quello che combinavano con i motorini e l’Ape, i miei mi tenettero un po’ in disparte. Ma da quello che faceva con lo skate, le discese sulla neve col bob, le impennate in bici, vedevi che nessuno era come lui“.

I ricordi dell’ex brigadiere e dell’insegnante

Valentino Rossi aveva un carattere incontenibile, le due ruote erano come le sue scarpe. La strada era propedeutica a quella che a breve sarebbe divenuta la pista. Mario Gabanini, l’ex brigadiere della stazione dei Carabinieri di Tavullia, svela altre trame. Come i tre motorini sequestrati in due settimane. “Aveva una vitalità enorme, da piccolino lo gestivi, ma crescendo, tra gimcane, moto, l’Ape, le corse intorno alle mura, non sempre fu facile… Sequestravo il mezzo, lo portavo in caserma, facevo la paternale, chiamavo Stefania e Graziano. Ma dopo pochi giorni la scena si ripeteva: il problema era che, sequestrato un motorino, ne spuntava un altro, aveva il garage pieno“.

Maria Antonietta Donati è la maestra che lo ha avuto in 4^ e 5^ elementare. Già da allora il motorino era la materia prediletta per Vale. “In tutta onestà, non lo definirei uno “eccellente”… Però, se lo interrogavi, se la cavava sempre. Era come oggi, sembrava uno scavezzacollo, a volte veniva a scuola in minimoto e un giorno si presentò col braccio ingessato, ma ha sempre usato testa e passione per realizzare il suo sogno. Ecco perché a 42 anni corre ancora. E poi era educato“.

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