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Pedro Acosta iridato Moto3: “Mi vedevo tanto piccolo contro gente esperta…”

Pedro Acosta strepitoso campione Moto3 all'esordio. La stagione, la crescita (fisica e personale), le dediche. Ed all'orizzonte già la Moto2.

9 novembre 2021 - 17:16

A Portimao abbiamo assistito all’incoronazione di un nuovo incredibile campione del mondo Moto3. Pedro Acosta realizzato una stagione spaziale, lasciandosi tutti alle spalle con un’autorevolezza degna di un veterano, e non di un esordiente quale lui è. Gli alti e bassi capitano in qualunque annata e la sua non è stata da meno, anche se leggendo i risultati sembra un po’ assurdo usare questi termini. Nonostante qualche acciacco fisico ha registrato un unico zero, la perenne top ten (tranne un solo 11° posto), con sei trionfi ed altri due podi. Questo ragazzino terribile da Mazarrón ha messo in riga tutti, esordienti e veterani della categoria, portando già a casa la prima corona mondiale.

“Ho pianto per tutto l’ultimo giro, non riuscivo a pensare a niente.” Un emozionatissimo Pedro Acosta ha iniziato così la sua conferenza stampa a lui dedicata subito dopo lo strepitoso successo in gara che è valso il titolo iridato. E pensare che un anno fa, nonostante un annuncio, era comunque rimasto a piedi… “Avevo perso la possibilità di arrivare nel Mondiale” ha ammesso. “Ma in seguito Aki [Ajo] e Red Bull mi hanno dato non solo un team, ma una famiglia. Senza la squadra non sarei nessuno.” Il 17enne murciano ci tiene fermamente a ribadire il grande lavoro di gruppo svolto in questa stagione memorabile, oltre alla costante fiducia riposta in lui. Due aspetti fondamentali per qualunque pilota.

“A tutti quelli che hanno creduto in me”

Non è stata una passeggiata, e non solo in pista. “Tanta gente parlava di me… “ ha dichiarato il neo iridato. “E dopo la pausa estiva non è stato semplice riuscire a lottare come prima. Abbiamo iniziato quindi a pensare di più ai punti, rischiando meno. Da Misano a Portimao abbiamo cambiato qualcosa e siamo tornati nuovamente competitivi, soprattutto in frenata.” Da aggiungere che durante la stagione è anche cresciuto di cinque centimetri. “Alcune volte ho avuto mal di schiena” ha ammesso. “Questi centimetri in più certo non mi hanno aiutato, anche perché sono sempre ugualmente magro…” Riguardo ai rivali, “Sono fiero di aver lottato con questi ragazzi, ho imparato davvero tanto.”

C’è stata una gara determinante in questa stagione stellare? “Di certo la prima a Portimao” è la pronta risposta. “Ho vinto una gara lottando fino all’ultima curva dell’ultimo giro, senza commettere troppi errori. La più spettacolare è certo Qatar-2, ma è da lì che abbiamo iniziato a prendere la nostra strada.” Non mancano certo le dediche. “Alla squadra, alle persone che mi stanno attorno. Quindi Paco[Mármol, suo preparatore ed assistente], che mi considera quasi un figlio da quando ho cinque anni, la mia famiglia, i due-tre veri amici che ho. Al gruppo della Rookies Cup ed alla mia squadra dell’anno scorso nel CEV, senza di loro non sarei arrivato fin qui. A tutti quelli che hanno creduto in me anche nei momenti difficili.”

“Mi parlavano chiaro, che mi piacesse o no”

Com’è stato ritrovarsi improvvisamente al centro dell’attenzione mediatica? “All’inizio certo è stato un boom impressionante, un po’ come quando Alonso è arrivato in Formula 1. Alla fine però bastava lasciar perdere e non pensarci, continuando a fare ciò che sapevamo fare meglio. È stato anche un fattore mentale.” Sottolineando anche che “Sono cresciuto molto sia come persona che come pilota. Questo perché ho avuto la fortuna di avere fin da piccolo gente che mi parlava chiaro, che mi piacesse o meno.” Un metodo ripreso anche da Aki Ajo. “L’ha messo ben in chiaro dal primo giorno: se fosse stato contento me l’avrebbe detto, se si fosse arrabbiato con me idem. Credo sia uno degli aspetti che mi hanno aiutato a crescere di più.”

Ma non solo. “Mi vedevo tanto piccolo qui, contro gente di ben maggiore esperienza… Da dire però che questo ed anche il fatto di aver passato un po’ di tempo fuori di casa, come ad esempio aver trascorso l’inverno a casa di Paco, mi è servito molto per crescere.” Il suo capitolo Moto3 è già chiuso, meglio di così non poteva andare. All’orizzonte lo attende la Moto2, con la stessa struttura ma una moto totalmente diversa. “Certo c’è già voglia di arrivare al test” ha ammesso il 17enne spagnolo. “Come misure, stile e tutto credo di poter andare meglio, ma non ho nessuna aspettative.” Visto però l’arrivo esplosivo nel Motomondiale, non è certo assurdo dire che potrebbe regalare qualche sorpresa anche nel cambio di categoria…

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Foto: motogp.com

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