MotoGP, Valentino Rossi

Valentino Rossi, dubbi sulle gomme e risposta della Michelin

Valentino Rossi ha avanzato qualche dubbio sulla qualità delle gomme Michelin in MotoGP. Piero Taramasso risponde indirettamente.

7 settembre 2020 - 11:59

La carovana della MotoGP prende possesso dell’autodromo di Misano, gara di casa per Valentino Rossi che qui potrebbe annunciare il suo nuovo contratto con Petronas. Sarà un doppio GP decisivo per le sorti del campionato, dove le Yamaha M1 potrebbero trovare terreno favorevole per radicarsi nelle zone alte di classifica. Archiviati i circuiti di Brno e Austria con i loro lunghi rettilinei, arriva un layout più tecnico, anche se bisognerà sempre fare i conti con la nuova gomma soft posteriore della Michelin.

I dubbi del Dottore sulle gomme

Al Red Bull Ring il fornitore francese ha messo a disposizione un pneumatico posteriore diverso con una costruzione più resistente al calore. A Misano ritornerà disponibile la nuova carcassa 2020 e per alcuni piloti potrebbero tornare le vecchie incognite. Jack Miller e Andrea Dovizioso sono stati abbastanza critici nei confronti della Michelin per presunte irregolarità. Anche Valentino Rossi, sebbene con toni più pacati, ha mosso delle riserve. “A volte una gomma funziona meglio di un’altra… Ma non voglio dire che sia una partita a poker, perché non succede spesso. Dipende anche dal pilota, dal suo stile e dall’assetto della moto. A volte la stessa gomma funziona su una Yamaha e non sull’altra. Non è così facile, ma questo è il motorsport“.

Piero Taramasso respinge ogni critica al mittente e ha dato una riposta diretta ad Andrea Dovizioso nelle scorse settimane. Indirettamente risponde anche a Valentino Rossi, specificando che Michelin non porta gomme “difettose” in pista e ribadendo che gli standard di qualità sono molto elevati, comprese le fasi di montaggio, trasporto e controllo. Inoltre il fornitore unico della MotoGP analizza i dati delle telemetrie di ogni moto, andando a discutere con i singoli. “Nel 99% dei casi siamo d’accordo sull’analisi“.

La sensibilità delle gomme Michelin

Nessun dubbio sul bilanciamento. Una volta montata la gomma sul cerchio “disponiamo di macchine speciali per il controllo… La tolleranza è di 0,6 mm e se la misura supera questa tolleranza la cambiamo con un’altra. Vengono gonfiati con aria secca, per la quale utilizziamo un deumidificatore; è quasi azoto quello che mettiamo negli pneumatici. Quindi inviamo le ruote alle squadre“, aggiunge Taramasso in un’intervista a ‘Mundo Deportivo’. Occhi puntati sulla pressione degli pneumatici, un minimo cambiamento può cambiare il feeling con la moto. “Se metti 1.4 BAR la gomma non funzionerà allo stesso modo di se metti 1.42 BAR; bastano pochissimi grammi di differenza per farlo comportare diversamente“.

Michelin respinge l’accusa gomme difettose

La temperatura ideale di una gomma in gara è di 142°. “Se il pilota non riesce a scaldarla ed è a soli 135 gradi, la gomma non funziona. Se invece è 155º, fa troppo caldo e si perde aderenza. Tutto deve essere molto preciso, con la minima deviazione potrebbe non avere la giusta prestazione“. Quindi tutto dipende dallo stile di guida, dal modo di accelerare e frenare, un continuo equilibrio che può spostare l’ago della bilancia in MotoGP.

Taramasso respinge categoricamente l’ipotesi di gomme difettose, tesi avanzata anche da Valentino Rossi. “Negli ultimi quattro anni che siamo in MotoGP non ne abbiamo trovati più di dieci. Quando un pneumatico non funziona correttamente è almeno un secondo più lento di uno normale. Qui invece i piloti si lamentano quando ci sono 3 o 4 decimi di differenza… Il problema è che se un giorno vai due o tre decimi più lento sei negli ultimi cinque, e se vai due decimi più veloce sei tra i primi cinque. È per questo motivo che i piloti sono molto nervosi e la cosa più semplice è dare la colpa alle gomme“.

1 commento

Macx
17:12, 7 settembre 2020

Una gomma con una finestra di funzionamento cosi stretta non è difettosa in se è difettoso chi l’ha progettata.
Sofisticazione inutile fatta soltanto per avere la gomma “wrestling style”

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