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Rabat incontra medico e marshal a Silverstone: “Mi avete salvato la vita”

Ad un anno dall'incidente a Silverstone, Tito Rabat ha incontrato due donne, tra le prime persone a soccorrerlo. Ha rivissuto quei momenti, ringraziandole per il lavoro svolto.

24 agosto 2019 - 9:00

È trascorso circa un anno dal terribile infortunio di Tito Rabat a Silverstone. Una caduta provocata da una pozza d’acqua ed il contatto con la moto di Morbidelli, finito a terra nello stesso punto subito dopo. Un incidente che gli ha lasciato fratture multiple ad una gamba, a cui è seguito un lungo processo di riabilitazione. Questo fine settimana si corre nuovamente sul tracciato britannico e lo spagnolo ne ha approfittato per incontrare una marshal ed una donna del personale medico, che l’avevano immediatamente soccorso. Davanti alle telecamere di BT Sport ha rivissuto quei momenti, ringraziando entrambe. “Mi avete salvato la vita.”

Una delle due donne incontrate da Rabat, come detto, fa parte del personale medico presente al momento dell’incidente. Subito si era recata dal pilota, parlandogli “in un orrendo spagnolo”, come lei stessa ha ricordato. “Una brutta giornata, non ho molti ricordi” ha aggiunto Rabat. La seconda donna, una marshal, ha poi parlato dell’incidente: “Ho visto la moto [di Morbidelli] scivolare nella ghiaia. Il primo pensiero è stato ‘Oddio, lo colpisce!’ Non siamo però riusciti a raggiungerti in tempo per spostarti. Tutto è successo velocemente. Quando poi c’è stato l’impatto… Beh, è stato uno dei momenti più spaventosi che abbia mai visto.”

“In un certo senso però è stato un sollievo vederti dolorante” ha continuato la marshal. “Almeno eri cosciente. Però davvero, un momento pauroso.” “Anche per me!” ha aggiunto Tito Rabat, cercando di sdrammatizzare il ricordo di quell’evento. Cerca di andare poi con la mente a quel momento, ma è tutto molto frammentario. “Io mi ricordo la mia caduta, ma non ho visto la moto che mi veniva addosso. Ero accucciato a terra. Tutto è avvenuto così velocemente… Ricordo Rins che si sbracciava, cercando di segnalarmi qualcosa, poi niente, solo il forte impatto.”

“Fisicamente, il recupero è stato davvero difficile” ha continuato Tito Rabat. “Mentalmente poi è stato ancora peggio. Ogni giorno ci alleniamo con le moto, è stata dura rimanere fermo così a lungo. Vedevo tutti gli altri piloti disputare le gare, mentre io non potevo fare nulla. Il dolore era forte, non potevo cimentarmi in alcun tipo di sport.” Un sentito ringraziamento poi a chi l’ha subito soccorso: “Vi sono davvero grato. Che posso dire? Avete svolto un lavoro fantastico. Mi avete salvato la vita e vi ringrazio tanto per questo.”

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