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MotoGP, Sahara (Suzuki): “Mir e Rins i perfetti compagni di squadra”

Shinichi Sahara commenta un anno memorabile per Suzuki. Esalta il lavoro della fabbrica, della squadra, dei piloti, dei tester. Senza sbilanciarsi su un possibile team satellite.

10 dicembre 2020 - 7:53

È una stagione MotoGP memorabile per Suzuki. Vincere uno storico titolo piloti, oltre a quello a squadre, in un anno già di per sé particolare (tra ricorrenze storiche e difficoltà dovute al momento attuale) è qualcosa che ha superato le aspettative di tutti. Merito di un team unito che ha lavorato tanto, dal neo campione Joan Mir a tutte le persone impegnate ‘dietro le quinte’. Un progetto tornato nella classe regina del Motomondiale nel 2015 e che pochi anni dopo può festeggiare questo straordinario trionfo iridato. Come sottolinea il Project Leader Shinichi Sahara, un mix di fattori che stanno funzionando, permettendo al team di crescere costantemente.

“Il lavoro di squadra è stato incredibile. Ci siamo spinti e supportati l’uno con l’altro, credo sia un aspetto molto importante del nostro successo.” Nelle parole di Sahara si avverte ancora la grande soddisfazione per il risultato ottenuto, e certamente a ragione. La casa di Hamamatsu è tornata in alto: come ricorda lui stesso, è arrivato anche il titolo FIM EWC, seguito appunto da quello MotoGP. Di quest’ultimo già c’erano i giusti segnali. “Nella prima gara di Valencia abbiamo conquistato una doppietta con Joan ed Alex” ha ribadito in un’intervista autoprodotta da Suzuki. “In fabbrica già era festa. In seguito è arrivato il titolo, è stato surreale!”

Una bella soddisfazione anche a livello personale. “Questi risultati vogliono dire che non ho dimenticato niente. Non sarebbe mai successo se non fosse andato tutto alla perfezione.” Come anche il rapporto in squadra. “Kew Kawauchi [Technical Manager, ndr], Davide Brivio ed io abbiamo un ottimo rapporto, andiamo nella stessa direzione.” Solo lodi per i piloti. “Joan ed Alex si spingono e si supportano a vicenda, i compagni di squadra perfetti in questa intensa stagione. Oltre ad essere due ragazzi di grande talento. Peccato per l’infortunio di Alex, ma sono fiero di come ha reagito. Senza questo problema, anche lui avrebbe lottato per il titolo fino alla fine.”

Riguardo al neo campione, “L’avevo detto che Joan sarebbe diventato presto un top rider. Anche se certo non mi aspettavo già quest’anno, pensavo al 2021! Ma non abbiamo mai avuto dubbi sul suo potenziale.” Senza dimenticare ringraziamenti per il test team. “Il contributo dei nostri collaudatori Sylvain Guintoli, Takuya Tsuda and Naomichi Uramoto è stato vitale.” E una squadra satellite? Ormai se ne parla parecchio… “Ci stiamo pensando, ma ci sono molti passi da fare per arrivarci. Il nostro momento verrà. Certo, qualche informazione in più da un team satellite potrebbe aiutarci in termini di competitività per il futuro.”

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