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MotoGP: Martín, Bagnaia e Miller, frecce rosse all’assalto a Valencia

Jorge Martín, Pecco Bagnaia e Jack Miller protagonisti assoluti in qualifica. Dal 4° centro del rookie al 'complesso della curva 2', alla prima pole mancata: le loro dichiarazioni.

13 novembre 2021 - 19:46

Una stagione MotoGP in cui Ducati s’è fatta vedere con svariati piloti. Anche a Valencia la tendenza continua: Jorge Martín in pole position (la sua quarta stagionale), Francesco Bagnaia secondo, Jack Miller terzo. Una bella battaglia a tre (con due cadute) ed prima fila tutta rossa come avevamo già visto a Misano. In quell’occasione con posizioni un po’ diverse e la presenza di Marini invece dello spagnolo. A cui aggiungiamo anche la quinta piazza di Johann Zarco, per completare il bel quadretto della casa italiana. Confermando la costante presenza di almeno una Ducati in ogni prima fila, nonché l’11^ pole in rosso. La D16 sembra davvero la moto migliore, con annessa una bella formazione a livello di piloti. Sognando per l’anno prossimo…

“Ho rischiato in ogni curva” 

Jorge Martín ha disputato una stagione complicata a causa dell’infortunio a Portimao-1, ma la cosa non sembra averlo rallentato troppo. Ecco la quarta pole dell’anno, mandando anche un forte segnale al rivale per il titolo di Rookie dell’Anno (Bastianini è solo 18° in griglia). Lo spagnolo continua a crescere, scontato dire che saranno risultati da tenere in considerazione anche in ottica 2023… “Fin dalle FP3 mi sono sentito molto bene” ha sottolineato l’alfiere Pramac. “Le FP4 invece sono state un po’ strane, anche perché ho fatto qualche prova con la gomma hard. In qualifica poi ho davvero rischiato tanto, non è stato facile. Il layout è strano ed il grip non è perfetto, direi che ho rischiato in ogni curva!” Non si direbbe, considerando il finale di Q2. “Le Ducati sono forti, sarà una bella battaglia.” E non solo per fare la comparsa. “Credo di avere il ritmo per il podio. Ce ne saranno tanti: i piloti del team factory, ma anche Rins, Mir, Zarco… Ma posso esserci anche io.”

La curva 2

È diventato l’uomo di punta della truppa Ducati in questa seconda parte di stagione. Un po’ di rimpianto per aver trovato la quadra un po’ tardi, ma Pecco Bagnaia e la Rossa sono diventati un binomio invidiabile. Peccato che le sue qualifiche siano finite un po’ prima del previsto per una scivolata alla curva intitolata a Mick Doohan. Interrotta la sequenza di pole position, scatterà dalla seconda casella. “Continuo a cadere alla curva 2” è il suo primo commento dopo la Q2. “Anche in passato, non so perché ma se cado succede sempre lì!” Facendo poi i complimenti al rookie. “Jorge ha davvero meritato la pole position. Ma mi sento molto bene, anche con gomme usate, e possiamo fare una bella gara.” Nel corso dei turni abbiamo visto Valentino Rossi prendergli più volte la scia. “Non era in programma, ma è comunque il minimo che possa fare per lui” ha sottolineato Bagnaia. Come detto da un po’ tutti, non è una pista perfetta. “Il layout non è semplice per la nostra poco, c’è poco grip e ho avuto qualche problemino. Guardando i dati di Jack però ho capito meglio come correre, lui è andato molto bene in passato.” A tema sviluppo, “Tutti i piloti con moto factory sono molto sensibili ed è certo un grande aiuto per tutti.”

Il club delle tre vittorie

Dopo svariati GP complicati, anche Jack Miller sembra aver ritrovato il feeling perduto con la Desmosedici. Anche in questa occasione partirà nuovamente dalla prima fila, protagonista di un’intensa battaglia in rosso in qualifica prima di una sua caduta alla curva 11. Ammette però che voleva a tutti i costi una pole position: sarebbe stata la prima stagionale, nonché la sua prima dall’Argentina 2018. “Ho attaccato a tutto gas. Volevo la pole, per togliermi la soddisfazione personale” ha sottolineato l’australiano di Ducati in conferenza stampa. Non ci è riuscito, ma porta a casa un’ottima terza casella in griglia. Obiettivi per l’ultima corsa? Miller è molto chiaro. “Pecco ha vinto tre gare, Márquez ha vinto tre gare, sarebbe bello entrare a far parte del club…” Commenta poi il ‘metodo Ducati’ a livello di sviluppo. “Lavoriamo in tantissimi, mettendo poi assieme tutto il lavoro di ciascuno. Non si può dire chi abbia influito di più su cosa. Penso sia un aspetto chiave in questo senso.”

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Foto: motogp.com

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