MotoGP, Valentino Rossi

MotoGP, Lin Jarvis: “Gestire Valentino e Jorge è stato eccitante”

Lin Jarvis ricorda la difficile ma eccitante convivenza fra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo e la filosofia di lavoro del team Yamaha.

28 luglio 2020 - 18:10

Prepariamoci ad una stagione MotoGP a due punte in casa Yamaha, se non tre (con Valentino Rossi) e persino quattro (Franco Morbidelli). Maverick Vinales e Fabio Quartararo preannunciano una bella sfida nelle restanti 11 gare del Motomondiale e Lin Jarvis dal prossimo anno dovrà gestire due aspiranti campioni nel medesimo box.

Due galli nel pollaio

Nulla di nuovo per chi ha domato due purosangue come Jorge Lorenzo e Valentino Rossi in un passato non troppo lontano. “Ovviamente è stato molto positivo, ma è stato anche piuttosto difficile, perché ogni atleta di punta è concentrato sul proprio successo e sui propri obiettivi – ha detto a Motogp.com -. E l’ultima cosa da affrontare sono gli obiettivi del compagno di squadra e se li raggiungerà o meno. Quindi devi prenderti cura di tutti come individuo e assicurarti di trattarli in modo equo, anche se ciò non significa sempre che fai tutto allo stesso modo“.

Il manager britannico della Yamaha sottolinea come sia possibile seguire due strade evolutive e la filosofia del team. “Ma se uno vuole qualcosa di diverso dall’altro, ci assicuriamo di separarci. Ma ci sono anche altre situazioni, perché in questo sport ci sono alcuni grandi ego che devi gestire, quelli del pilota, l’entourage e le loro aspettative, che a volte non riesci a soddisfare. È piuttosto complicato, ma preferirei sempre competere con due piloti migliori piuttosto che un numero 1 e 2. È più eccitante e una sfida più grande“.

Il Dottore sulla retta via

Quando hai piloti che sono più veloci usando impostazioni simili, finisci per lavorare nella stessa area. Ma non ha funzionato per Valentino Rossi, che ha chiesto un setting personalizzato per la sua YZR-M1. “Ma cambiare il modo di pensare degli ingegneri giapponesi a volte non è così facile, perché abbiamo molti dati e molte informazioni che ci mostrano che gli altri sono veloci. Quindi perché dovremmo andare in un’altra direzione? Il punto è che Valentino è molto esperto e sa cosa funziona per lui. Ha insistito, abbiamo accettato e fatto il cambiamento. Non direi che ha risolto tutti i suoi problemi, ma è molto più a suo agio, sente che la moto è di nuovo sua e quindi può correre meglio“.

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