MotoGP, Valentino Rossi

MotoGP, l’evoluzione “estetica” della Yamaha M1

Come è cambiata la Yamaha M1 di Valentino Rossi dal 2019 alle porte del 2020. Aerodinamica, scarico, forcellone, copertura in carbonio e altri dettagli.

16 gennaio 2020 - 16:11

Il team Monster Energy Yamaha di Valentino Rossi e Maverick Vinales è chiamato ad un gran lavoro tecnico nei prossimi test MotoGP in Malesia. Nel corso della stagione 2019 alcune novità (visibili a occhio nudo) hanno apportato delle modifiche decisive alla YZR-M1. Ne sono una prova i risultati ottenuti dal pilota di Figueres, arrivato 3° in classifica finale. Non solo l’elettronica unificata ha rappresentato il punto debole di Iwata, ma anche sull’aerodinamica diversi tentativi sono andati a vuoto negli ultimi anni.

AERODINAMICA E SCARICO

Anche nella stagione 2019 i tecnici Yamaha hanno testato un nuovo Aero-pack, sia con i i piloti factory che con Franco Morbidelli e Fabio Quartararo. Le ali sono state doppiate, divise in due su ambo i lati, con un design simile alla edizione aerodinamica precedente seppure più spigolosa e angolare. Il pacchetto è passato al vaglio dei piloti ufficiali a Le Mans, ma hanno fatto subito dietrofront per mancanza di un ulteriore step in termini di stabilità e impennata all’anteriore.

Le principali novità tecniche osservabili dall’esterno sono però arrivate dopo la pausa estiva. Yamaha ha svelato un nuovo scarico abbastanza simile alla versione standard, mantenendo il taglio “slash”, ma più lungo del precedente. La vera svolta Akrapovic c’è stata dopo il test di Misano, con l’appariscente doppio scarico in stile Suzuki. L’obiettivo era provare a fornire più potenza alla moto per diminuire il gap da Honda e Ducati. Contemporaneamente ha fatto il suo ingresso il forcellone in carbonio richiesto da tempo da Valentino Rossi.

Maverick Vinales, dopo una breve adozione nei test estivi MotoGP, ha preferito mettere le due novità da parte. Il Dottore, invece, ha tentato la disperata ricerca di un passo in avanti, prima di fare dietrofront dopo un paio di week-end. Con il forcellone in carbonio percepiva una guida più precisa al posteriore, ma forse i tempi erano ancora prematuri per introdurre questa componente. Da qui il ritorno al classico forcellone in alluminio con cui Quartararo e Vinales stavano facendo grandi risultati.

SEDUTA, COPERTURA DELLA RUOTA E PRESA D’ARIA

Al test di Brno, entrambi i piloti hanno provato una nuova seduta, probabilmente la stessa utilizzata nei test MotoGP di novembre. In tal caso dovremo attenderci un serbatoio più corto. Il prototipo 2020 inaugurato ad agosto aveva anche un telaio saldato in punti differenti, per ottenere maggiore flessibilità. Inoltre anche la carena della Yamaha M1 è apparsa più angolare. Qualche settimana dopo, a Misano, è apparsa anche la copertura in carbonio sulla ruota anteriore ispirata alla Ducati Desmosedici. Il fine era di regolare il flusso d’aria intorno alla ruota e in teoria guadagnare qualcosa in termini di top speed e consentire un più rapido raffreddamento dei freni. Anche questa componente è stata in breve accantonata.

Infine un altro cambiamento notevole osservato nei test di Valencia e Jerez è la presa d’aria. Pur mantenendo la tradizionale linea ‘V’, è molto più stretta e più alta. Probabile sia stata sviluppata intorno al nuovo airbox. Ogni minimo dettaglio ha l’obiettivo primario o secondario di conferire maggior velocità ad una moto che sui rettilinei fa ancora troppa fatica a sorpassare.

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