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MotoGP, le case dimenticate: Morbidelli ed i trionfi negli anni ’70

Vi ricordate di Morbidelli? Una piccola casa di Pesaro, nel Mondiale per circa un decennio, capace di vincere sette titoli tra piloti e costruttori. La sua storia.

26 dicembre 2020 - 18:00

La lunga storia del Mondiale MotoGP fin dagli esordi ha visto piloti e costruttori italiani capaci di lasciare un segno. Sono parecchi i titoli a referto, anche con strutture ormai scomparse non solo dal campionato del mondo, ma proprio dal settore delle corse. Vi abbiamo parlato di Mondial e di Garelli, ma un altro marchio dei tanti che possiamo citarvi è Morbidelli. È il 1960 per quanto riguarda la sua nascita come azienda, l’attività del Reparto Corse (iniziata nel ’69) smetterà improvvisamente all’inizio degli anni ’80. Nel mezzo, titoli a livello nazionale ed internazionale, la magia di un prodotto artigianale capace di salire sul tetto del mondo. Vi raccontiamo la sua storia.

La fondazione ed il Reparto Corse

Come detto, corre l’anno 1960 e siamo a Pesaro: l’industriale Giancarlo Morbidelli mette in piedi la sua azienda, inizialmente dedicate solamente alla realizzazione di macchine per la lavorazione del legno. Il grande successo di questi prodotti però gli permette, otto anni dopo, di dedicarsi anche alla sua passione motoristica, da esperto di motori ed ex pilota motociclistico di Regolarità quale era. Comincia con un kart, da lui stesso guidato in alcune corse, prima di passare alla trasformazione di un monocilindrico a due tempi Benelli, al quale applica un telaio realizzando la sua prima vera moto da competizione. Alla fine del 1968, dopo aver partecipato al Trofeo Cadetti nella classe 60, inizia a pensare ben più in grande. Nascerà così il Reparto Corse, grazie anche all’aiuto di Franco Ringhini, esperto di motore a due tempi nonché pilota e collaudatore di valore, fino a quel momento al lavoro in Guazzoni.

L’approdo nel Motomondiale

Nel 1969 abbiamo la prima Morbidelli da competizione, una 50 monocilindrica due tempi. L’esordio avviene a Imola con Eugenio Lazzarini, ma abbiamo anche le prime apparizioni mondiali nell’allora classe minore. Lazzarini è 10° ad Assen e 7° al Sachsenring, mentre Ringhini chiude con un 7° posto al GP delle Nazioni. Stessa coppia di piloti che ritroviamo nella categoria anche l’anno successivo, ma parallelamente la casa italiana realizza anche una 125 bicilindrica, con cui debutta nella categoria mondiale assieme a Lazzarini ed a Gilberto Parlotti. Proprio con quest’ultimo arriverà la prima storica vittoria mondiale in Cecoslovacchia, la prima anche per lo stesso pilota. Un successo che ripete anche l’anno successivo nel GP delle Nazioni, preceduto da altri due podi che gli valgono l’8° posto iridato. Non dimentichiamo nel 1971 i titoli tricolori con Alberto Ieva (50cc) e lo stesso Parlotti (125cc).

L’infausto 1972, la prodezza di Pileri nel ’74

Dal 1972 Morbidelli concentra tutti i suoi sforzi esclusivamente in 125cc. È sempre Gilberto Parlotti a fare la voce grossa, ancora più delle stagioni precedenti visto che ottiene due vittorie ed altri due podi nelle prime quattro gare della stagione. Sfortunatamente, le uniche che riuscirà a disputare: nella tappa del Tourist Trophy infatti trova la morte nel corso della gara della categoria. Morbidelli chiude l’infausta annata ingaggiando a ruota Paolo Isnardi, Otello Buscherini, Silvio Grassetti, Chas Mortimer e Pier Paolo Bianchi. Nonostante la prematura dipartita, Parlotti è 5° iridato, il miglior risultato per un pilota Morbidelli fino a quel momento. Segue un’annata condizionata da problemi tecnici (ed una comparsa di una 350 quattro cilindri due tempi nelle libere del GP delle Nazioni), più una rivoluzione in squadra nel 1974. Il risultato di rilievo è la gara memorabile in Cecoslovacchia di Paolo Pileri, partito con una spalla rotta (non avrebbe dovuto nemmeno correre…) e, una volta davanti a tutti, rimasto senza benzina a pochi metri dal traguardo, ad un soffio dalla vittoria. Il ternano non si arrende e spinge la moto fino al traguardo, ottenendo un comunque eroico 2° posto.

Ecco i titoli mondiali! 

Nel 1975 Jorg Möller, tecnico arrivato l’anno prima da Kreidler, si occupa di ridisegnare completamente la 125 di Morbidelli. Una mossa che porta i suoi frutti, visto che è in quest’annata che arriva la consacrazione mondiale. Ci pensa Paolo Pileri, che si assicura il titolo piloti con sette successi nelle 10 gare programmate. Porta anche la corona iridata al costruttore tricolore, ma parallelamente c’è il successo anche nel campionato italiano con Pier Paolo Bianchi. Proprio quest’ultimo completerà una gloriosa tripletta nella categoria: in sella alla VR 125 ottiene sette successi in 9 GP nel 1976, altre sette in 12 corse l’anno successivo. Morbidelli arriva così a tre titoli piloti e costruttori consecutivi.

Non solo 125cc: nel 1976 abbiamo anche la 250 (spicca un 2° posto in Belgio con Pileri) e si rivede pure una nuova 350 (miglior risultato un 2° in Finlandia con Dieter Braun). Non dimentichiamo in questo stesso anno la nascita della società Morbidelli Benelli Armi, con lo scopo di realizzare repliche delle 125 vincenti ai privati. In seguito Giancarlo Morbidelli ne uscirà e MBA diventerà una casa a sé, ma questa sarà un’altra storia. Torniamo ai trionfi mondiali della casa pesarese, che nel 1977 festeggia ben due volte: in 250 infatti arriva il titolo piloti con Mario Lega, ingaggiato in sostituzione dell’infortunato Pileri. Queste saranno le ultime corone mondiali.

La 500cc e l’epilogo

Dal 1978 l’azienda è in azione in 250 e 350, ma non mancano problemi di varia natura che relegano rispettivamente Lega e Pileri ai margini della top ten iridata. L’anno successivo l’impegno è in 125 (quante Morbidelli in pista!) e 250, senza farsi mancare il debutto in 500. In queste ultime due categorie il pilota è Graziano Rossi, che ottiene i suoi migliori risultati soprattutto nella quarto di litro (3° iridato con tre vittorie ed altri due podi), mentre in classe regina porta a casa un 9° posto nel GP delle nazioni. Nel 1980 Morbidelli è solo in 500cc (vendendo le moto per le classi inferiori ad altre squadre) con Giovanni Pelletier, ma non arriva alcun piazzamento a punti. Una tendenza che non cambia nemmeno l’anno dopo col ritorno di Rossi. Nel 1982 è di nuovo Pellettier il pilota nella mezzo litro, senza risultati di rilievo. È l’ultima annata mondiale di Morbidelli: la fine della stagione coincide con la fine dell’attività del Reparto Corse.

Risultati mondiali e nazionali

1971 – Campionato Italiano Velocità 
Classe 50 – Alberto Ieva
Categoria 125 – Gilberto Parlotti

1975
Titolo mondiale piloti 125 – Paolo Pileri
Mondiale Costruttori 125
Campionato Italiano Velocità 125 – Pier Paolo Bianchi

1976
Titolo mondiale piloti 125 – Pier Paolo Bianchi
Mondiale Costruttori 125
Campionato Italiano Velocità 125 – Pier Paolo Bianchi

1977
Titolo mondiale piloti 250 – Mario Lega
Titolo mondiale piloti 125 – Pier Paolo Bianchi
Mondiale Costruttori 125
Campionato Italiano Velocità 125 – Eugenio Lazzarini

1978 – Campionato Italiano Velocità
Classe 125 – Maurizio Massimiani
Categoria 250 – Paolo Pileri

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