MotoGP, la storia: l’epoca delle CRT, in seguito Open (parte 2)

Continuiamo a parlare di CRT e Open nella classe MotoGP. Dopo il debutto della categoria, comincia a farsi largo un pilota in particolare... La seconda parte.

7 febbraio 2021 - 9:08

di Nicolas Pascual/paddock-gp

Per riempire la griglia MotoGP per il 2012, Dorna ha introdotto una nuova “categoria nella categoria”. Si tratta delle CRT, divenute poi Open dal 2013, ovvero moto con telai speciali adattati ai modelli 1000cc a quattro tempi, molto vicini alla Superbike. Questa era, ormai conclusa, ha segnato la storia moderna dei Gran Premi motociclistici. Ripartiamo dalla prima parte per continuare il racconto.

Dopo un primo anno promettente, la formula CRT continua per la sua strada. I team non sono cambiati di molto, il titolo di miglior pilota CRT diventa un obiettivo importante per marchi prestigiosi come ART-Aprilia o FTR Kawasaki. Dall’inizio della stagione, Aleix Espargaró non si fa pregare. Nuovamente pilota di punta ART, realizza un anno fantastico: è in 11^ posizione davanti ai piloti satellite! Precede ad esempio Andrea Iannone, quell’anno rookie in Ducati Pramac. Con un ottavo posto (quattro di fila) come miglior risultato, Aleix ha dimostrato ancora una volta la sua grande capacità di adattamento. Per il suo compagno di squadra Randy de Puniet, la situazione invece è decisamente meno rosea.

Mentre le tensioni si fanno sentire internamente, non riesce a trovare il suo posto accanto ad un Espargaró dalle prestazioni elevate. Eppure è dotato dello stesso materiale dello spagnolo, ma sfortunatamente chiuderà al 14° posto, a 57 punti di ritardo dal suo compagno di squadra. Da ricordare tra l’altro la sua “acrobatica” partenza a Le Mans: un incidente dopo pochissimi secondi, causato da un problema elettronico. Questo tra l’altro è stata anche (temporaneamente) la sua ultima competizione, dopo 15 anni ai massimi livelli. Alle sue spalle c’era Danilo Petrucci, allora 17 ° ed oggi doppio vincitore di un Gran Premio.

La categoria CRT ha permesso di scoprire tanti giovani ormai caduti nell’oblio. Damian Cudlin, Blake Young, Javier del Amor e Luca Scassa per esempio sono tutti nomi ormai dimenticati dalla grande comunità di appassionati del Mondiale MotoGP. Eppure anche loro hanno avuto la possibilità di competere contro i migliori. Già solo per questo, aggiungere una sottocategoria a basso costo è stata un’idea geniale.

Nel 2014 la CRT si evolve e si trasforma nella categoria Open. A grandi linee troviamo la comparsa della centralina elettronica standardizzata Magnetti Marelli – decisione che sarà applicata a tutta la griglia nel 2016 – oltre ad alcuni ulteriori vantaggi. Per le fabbriche il numero di motori scende a soli cinque, contro i dodici per pilota della classe Open. In Avintia Racing (Open) approda anche Mike di Meglio, campione del mondo 125cc 2008. Ma è sempre l’imprendibile Aleix Espargaró a dettare legge una volta di più.

Passato in NGM Forward – Yamaha, sfida i migliori e si classifica 4° nel round di apertura. Un vero tour de force, sapendo di pagare molto in termini di cavalli con i top riders. I suoi detrattori sono stati ancora più delusi a Jerez quando lo spagnolo ha piazzato un altro colpo da maestro. In lotta con Andrea Dovizioso per la maggior parte della gara, chiudendo 7°. Sicuramente è stata una delle gare migliori della sua carriera. Fino a quel momento… In Olanda infatti lascia senza parole i piloti MotoGP conquistando la pole position, la prima della sua carriera, davanti a tutti i big.

Ma c’era un certo Marc Marquez che non era lì per scherzare, anzi aveva a referto ben sette vittorie consecutive. Arriva così l’ottavo trionfo di seguito, sembra davvero invincibile. Aleix Espargaró chiude nuovamente al quarto posto, va detto però aiutato dalle pessime condizioni meteorologiche. Ormai è sulla buona strada verso una stagione storica, lo spagnolo non ha intenzione di fermarsi qui. A seguire l’ultima parte di questo racconto.

Foto nel testo: Smudge 9000
Foto di copertina: motogp.com

L’articolo originale su paddock-gp

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

leitner ktm motogp

MotoGP, Mike Leitner: “Petrucci è grande, per noi una bella sfida”

ruben xaus motogp

VIDEO Ruben Xaus: “Bastianini talento irruento, Marini analitico”

MotoGP, Marc Marquez

MotoGP, lo spettro di Marc Marquez si aggira nel deserto