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MotoGP, la storia: 80cc, la “categoria meteora” (1984-1989)

Nella storia del Motomondiale abbiamo visto categorie ormai scomparse. Una in particolare, la 80cc, ha avuto vita molto breve. Ecco la sua storia.

25 dicembre 2020 - 19:42

Il Mondiale MotoGP ha assistito alla nascita di svariate categorie, fin dalla sua prima edizione. Alcune di queste però sono ormai scomparse da tempo, lasciando spazio a quelle che conosciamo attualmente. Una in particolare ha avuto vita davvero breve: stiamo parlando della 80cc, nata come ‘sostituta’ della 50cc, ma la cui durata è stata di pochissimi anni, ovvero dal 1984 al 1989. Una “categoria meteora” nel campionato del mondo, il cui primissimo GP è stato vinto da un italiano, anche se non abbiamo mai registrato campioni o titoli costruttori. Ecco la storia di questa classe.

Addio 50cc, benvenuta 80cc 

Come detto, nel 1984 assistiamo all’esordio di quella che diventerà per breve tempo la nuova classe minore del Motomondiale. L’anno prima si era chiusa l’intesa epoca delle “zanzare”, con Stefan Dörflinger ultimo re e la Garelli 50 GP a sigillare l’unico titolo costruttori tricolore della  categoria. Manteneva caratteristiche in comune con la categoria che andava a sostituire, ovvero il motore monocilindrico ed un cambio con al massimo 6 rapporti. Le differenze? Le moto (con propulsore a due tempi) erano più grandi e pesanti, con ruote di maggiore sezione ed una potenza ben maggiore. Serviva di conseguenza un diverso stile di guida, che si avvicinava quindi ben di più a quello utilizzato per guidare le 125cc. Da ricordare che in questa nuova categoria ritroviamo solamente Derbi tra i costruttori protagonisti in 50cc, mentre tutti gli altri sono scomparsi. Diciamo poi che si tratta di una categoria nata in risposta all’interesse di alcuni paesi europei, come ad esempio l’allora Germania Ovest, o la Spagna. Non abbiamo fatto questi nomi a caso: sono i due stati che si sono divisi i titoli costruttori. Uno e due campionati per le case tedesche Zündapp e Krauser, tre per la spagnola Derbi.

I campioni 

In questo breve periodo sono stati tre i piloti capaci di conquistare la corona iridata della categoria. I loro nomi? Stefan Dörflinger, Jorge Martínez e Manuel Herreros. Il primo è proprio l’ultimo campione 50cc, che ha aperto l’epoca 80cc imponendosi nelle prime due stagioni. Nel 1984 (con la citata Zündapp, grande casa tedesca che ha chiuso i battenti proprio alla fine di quell’anno) ha trionfato con quattro successi ed un altro podio nelle otto gare in programma. L’anno successivo, con Krauser, vince solo due volte, ma negli altri cinque GP non scende mai dal podio.

Dura tre stagioni invece il regno di ‘Aspar’, che dal 1986 al 1988 impone la sua legge con Derbi. Quattro successi, altri tre podi ed un ritiro gli valgono il primo titolo nella categoria, nel 1987 si assicura sette vittorie ed altri due podi (più uno zero). Nell’ultimo anno citato, con sette gare in programma, vince per sei volte, chiudendo secondo solo nel primo GP stagionale a Jarama. Il campione 1989 invece è uno dei pochissimi “re senza vittorie” nella storia del Motomondiale. Nelle sei gare disputate ‘Champi’ (Derbi) conquista quattro secondi posti e due piazzamenti poco fuori dal podio, risultati regolari e sufficienti per assicurarsi la corona iridata.

Gli italiani protagonisti

Nessun italiano è mai riuscito a vincere la corona, né c’è un titolo costruttori italiano. Ma non sono mancati nomi di rilievo. Il migliore in assoluto è stato Pier Paolo Bianchi (Huvo-Casal), come detto vincitore del primissimo GP della categoria e 3° iridato nel 1984. A punti in quell’anno anche Mario Stocco (Lusuardi) e Claudio Granata (Garelli). L’anno successivo per trovare gli unici due italiani a punti dobbiamo scorrere parecchio la classifica: Vittorio Sblendorio (Mancini), 18° ex aequo con altri due piloti, e Giuliano Tabanelli (B.B.F.T.), 21°. Stagione 1986, Pier Paolo Bianchi (Seel) è ancora una volta il migliore dei nostri portacolori con l’ottavo posto iridato grazie ad una vittoria e ad un podio, ma va a punti una volta anche Salvatore Milano (Krauser).

Segue un’annata con Paolo Priori (Krauser) miglior italiano e 16° con tre piazzamenti in top ten come risultati di rilievo. Due posizioni più avanti rispetto a Giuseppe Ascareggi (B.B.F.T.). Tre portacolori a punti invece nel 1988: Ascareggi è il migliore col 9° posto iridato davanti a Gabriele Gnani (Gnani), ma c’è anche Priori, stavolta 22° ex aequo con McConnachie. Per finire, nell’ultimo anno della categoria sono quattro gli italiani a punti, due piuttosto in alto. Spicca in particolare Gnani, 5° con un 2° posto in gara, seguito a ruota da Priori, mentre è 21° Ascareggi davanti a Roberto Sassone (Unimoto).

Foto: Manfred Mothes

1 commento

fzanellat_12215005
11:49, 26 dicembre 2020

Molto belli questi articoli che raccontano la storia del motociclismo. Non essendo ancora nato nella metà degli
anni ’80 non conoscevo Pier Paolo Bianchi.
Con un pò ricerche ho scoperto che ha vinto ben 3
titoli mondiali in 125( 27 gare iridate).
Un altro campione nella storia gloriosa del motociclismo
italiano. Buone feste a tutti.

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