MotoGP, Ramon Forcada e Franco Morbidelli

MotoGP, motori Yamaha: la verità raccontata da Ramon Forcada

Il caso Yamaha-gate vissuto dal box Petronas SRT nella stagione MotoGP 2020. Ramon Forcada scherza: "Abbiamo consumato più olio che benzina".

26 dicembre 2020 - 10:37

Lo scandalo delle valvole non omologate in casa Yamaha ha investito anche il team Petronas nella stagione MotoGP 2020. Per tecnici e meccanici si è trattato di lavoro extra, “ansia da prestazione” dei motori, maggior consumo di olio. Infine, punti persi e titolo Costruttori svanito nel finale di campionato. Lo staff tecnico di Fabio Quartararo e Franco Morbidelli ha dovuto trattare con i guanti i pochi motori a disposizione. Ramon Forcada ha trattato l’argomento nell’ultima puntata del podcast di Radio Ocotillo presentato da Dennis Noyes.

La bravura del capotecnico di Franco Morbidelli sta nell’aver allungato la vita dei motori. Ha così evitato l’uso di una sesta unità, come successo a Maverick Vinales, costretto a partire dalla pit-lane a Valencia. “Quando i motori si sono rotti nella prima gara, sono arrivati ​​i motori della seconda gara, che erano diversi. E abbiamo rotto uno di questi motori, che in teoria erano nuovi. C’era un po’ di panico, avevamo solo due nuovi per tutta la stagione“. Il capotecnico di Franco Morbidelli ha dovuto gestire questi due motori per 12 Gran Premi! Un’impresa quasi titanica per qualsiasi box della MotoGP. “Ci siamo presi cura dei motori come bimbi. Dovevi smontare molte cose per controllare tutto. Ci sono molti sistemi per controllare i motori senza aprirli, senza rompere le guarnizioni. Yamaha non ha rotto nessuna guarnizione“.

Il lavoro sui motori Yamaha

Il congelamento dei motori, come da regolamento MotoGP, ha costretto a procedere con molta cura e con tecniche sofisticate. “Devi usare dispositivi ottici, mini telecamere per lo scarico, per le candele, per guarda cosa c’è dentro, cambiando l’olio molto spesso. Alla fine è costato molto a Petronas, perché abbiamo usato più olio che benzina“, ha scherzato Ramon Forcada. Si era parlato di un depotenziamento dei motori per prolungarne la durata. Ipotesi sconfessata dal tecnico catalano. “Non abbiamo avuto cali di prestazioni fino all’ultima gara… Non abbiamo abbassato il limitatore di giri in nessun allenamento o gara. Tutto ciò che è stato detto sui giri non è vero, non li abbiamo abbassati“.

Per scongiurare la rottura di qualche biella del quattro cilindri in linea si è adottata un’altra precauzione. “Il ‘soft limiter’ impedisce di raggiungere il cut-off dell’accensione, rallenta la potenza del motore. L’unica cosa che abbiamo fatto è cercare, attraverso il rapporto di trasmissione, di essere sempre al ‘soft limit’, per non farlo funzionare troppo nel motore, perché non è male, ma nemmeno va bene. Se ti trovi in ​​una situazione critica, cerchi di non raggiungere questo ‘limite morbido’. Era un lavoro da fare in ogni sessione di prove, studiare il cambiamento, in ogni curva, vedere a quanti giri stavamo arrivando. Questo è stato il lavoro fatto – ha concluso Forcada -. Ma il limitatore di giri non è stato abbassato nel corso dell’anno“.

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