Stefano Nepa Moto3

ESCLUSIVA Stefano Nepa: “Da solo sono cresciuto tanto nel 2020”

Stefano Nepa ripercorre il 2020 di Moto3 nel suo primo anno a tempo pieno nel mondiale, che lascia ottimi spunti per il 2021. L'intervista

25 dicembre 2020 - 17:56

Stefano Nepa ha potuto finalmente vivere una stagione intera in Moto3 con il Team Aspar. Il pilota classe 2001 non era un volto nuovo nel mondiale, ma nelle ultime annate è sempre subentrato a campionato in corso. In questo 2020 Aspar gli ha invece finalmente concesso l’occasione di scendere in pista “a tempo pieno”, ma la sfortuna sotto il nome di Covid-19 non gli ha permesso di conoscere alcuni tracciati come Austin o Termas de Rio Hondo.

Nonostante questo, il 2020 di Nepa è stato positivo guardando a tutte le cose che è riuscito ad imparare nella stagione. Un intero anno nel mondiale ha fatto sì che Stefano sia cresciuto molto sia come pilota che come uomo, vista anche la difficile situazione legata al Coronavirus (nel video ci racconta l’esperienza nel paddock). A livello di risultati purtroppo molte volte è mancata la qualifica, compensata in alcuni casi da ottime gare. Con una migliore posizione di partenza, però, alcuni weekend sarebbero potuti essere diversi. La velocità c’è, serve solo limare gli ultimi dettagli e Nepa cercherà di farlo nel 2021 con BOE Skull Facile.Energy, suo futuro team dove troverà Riccardo Rossi come compagno di squadra.

Se dovessi usare una parola per descrivere la tua stagione, quale sarebbe e perché?
Bella! È stato un anno di grande crescita, sia professionale che personale. Ho trovato delle persone fantastiche, soprattutto il mio capo tecnico Alessandro. Lui proveniva dalla MotoGP e ha lavorato con tanti piloti al top. La Moto3 era una nuova avventura anche per lui e non ci conoscevamo. Siamo riusciti tuttavia a trovare da subito un grande feeling e si è creata una bella atmosfera. All’interno del team tutti andavamo d’accordo e questo mi ha fatto crescere tanto. In alcune gare purtroppo si poteva fare molto meglio, ma il problema è sempre stato la qualifica. Spesso avevo il passo per lottare al vertice, ma la posizione di partenza ha compromesso le cose.

Abiti in una regione (Abruzzo) non proprio vicino alle piste… come sei riuscito a tenerti allenato?
Ho comprato una R6 quest’anno e mi sono allenato con quella a Misano e Mugello. Non sono proprio dietro l’angolo per me, ma una volta compiuti 18 anni [fino a tale soglia di età non è concesso girare negli autodromi grandi, ndr] l’ho presa e in due giorni ho trasformato la moto con mio padre togliendo tutti gli elementi stradali. È stato un acquisto volto a farmi trovare pronto alla ripresa dopo il Qatar: i benefici sono tanti, perché è importante fare allenamento in moto.

Cosa ti ha fatto crescere di più in questo 2020?
Questo è stato il mio primo anno intero, ma ho viaggiato tutti i weekend da solo, escluso il Qatar dove è venuto mio zio. Da Jerez in poi non ho avuto nessuno che mi accompagnasse della famiglia; incontravo il team in aeroporto, ma poi si passavano tre settimane senza tornare a casa per non rischiare di prendere il Covid. Per me è stato un cambiamento importante e mi ha fatto strano all’inizio: una persona al tuo fianco fa sempre comodo con tutto quello che c’è da fare in un fine settimana.

Da solo bisogna invece iniziare ad essere autonomi e uomini, a crescere e risolvere le cose per conto mio anche se magari la sera video chiamavo la mia famiglia. Alla fine però ero comunque lontano e da solo: mi ha fatto crescere molto. Tre settimane sono lunghe da passare, ho fatto tutte le triple senza tornare a casa. Senza dubbio ha migliorato il rapporto con il team e ci ha aiutato a scioglierci gli uni gli altri.

Essere da soli però porta anche alcune difficoltà..
Nei momenti complicati è stata dura, ti devi fare forza. Non hai il supporto di un caro che ti conosce o di un parente. I ragazzi del team mi hanno dato la carica, ma non è mai la stessa che può dare la mia famiglia. Certe volte dunque mi sono ritrovato giù di morale e non mi sono sentito bene. Tuttavia devi essere forte e questo mi ha spinto a crederci sempre!

Qual è stata la tua gara migliore dell’anno?
Valencia per il risultato finale è stata bella, ho fatto una grande rimonta [da 24° a 7°, ndr]. Però non c’è solo Valencia: in Austria sono rimasto bloccato nel gruppo, ma sono riuscito a staccarli e ho visto il gruppo davanti a me tenendo un grande ritmo pur girando da solo senza scia. Lì ho fatto un grande step a livello mentale perché ho iniziato a crederci e mi sono detto: ‘Allora il potenziale c’è!’. Tra le gare più belle del 2020 metterei anche Brno, una pista dove ho sempre sofferto tanto. In questa stagione invece ho abbassato molto i tempi e ho fatto addirittura la mia miglior qualifica seguita da una bella domenica dove sono riuscito a battere Toba, Binder, Vietti, Migno.. un gruppone bello folto!

Hai condiviso il box con Arenas, il campione del mondo. Cosa ti ha stupito di lui?
Lo conoscevo già prima di iniziare il mondiale, onestamente non pensavo fosse il favorito per il titolo. Sapevo che fosse forte, ma vincere è sempre difficile. Lo temevo, ma nei test andavamo più o meno uguali e facevamo tempi simili. Lui era sempre un pelo più veloce di me, ma nella prima gara in Qatar lui ha fatto un garone portando il gruppo per tantissimi giri, per me invece è stata un disastro. Lì ho pensato che avesse fatto un grande step, ma anche tutti quelli nel paddock hanno pensato la stessa cosa!

Mi è rimasta impressa la gestione del weekend e di tutte le sessioni. A volte si ritrovava in Q1 con me, ma lui riusciva sempre a togliere le castagne dal fuoco. La sua mentalità mi ha colpito, così come il suo atteggiamento tranquillo. Il titolo che ha conquistato è stato meritatissimo!

Cosa ti aspetti dal 2021?
Non mi sto ponendo obiettivi in generale, sono tranquillo e la squadra mi piace tantissimo. Li ho già conosciuti e mi piace la voglia che hanno di tornare al top. Credono tanto in me e questa è la cosa più importante per un pilota. Vedere il team che crede in te è una cosa bellissima, per il resto sono tranquillo e ho molta più consapevolezza di quest’anno. Se tutto si sistema e si è liberi mentalmente le cose vengono bene. Voglio divertirmi, di conseguenza i risultati arriveranno!

C’è una pista in particolare dove ti piacerebbe correre?
Austin e Termas! Ancora non ci ho corso: quest’anno finalmente avrei dovuto esordire su queste piste ma il Covid ha compromesso tutto. Austin dicono poi che se riesci ad interpretarla bene sia una delle piste migliori di tutto il mondiale. Non avendole ancora viste, sono molto curioso di correrci: speriamo che possa succedere nel 2021!

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