MotoGP, Jorge Lorenzo

MotoGP, Jorge Lorenzo: “Quest’anno non si corre. Rossi? Continua ancora”

Jorge Lorenzo pessimista sulla stagione 2020 MotoGP: "Non penso che correremo". E parla di Valentino Rossi: "Lui ha preso un compromesso, io sono diverso".

11 aprile 2020 - 18:11

Jorge Lorenzo resta a Dubai nel suo hotel e probabilmente non tornerà in Europa a breve termine. L’emergenza Coronavirus ha scombussolato i progetti di team, piloti e fan della MotoGP. Collaudatori compresi, del resto anche il lavoro del pentacampione con Yamaha è andato probabilmente in fumo. Saltati il test di aprile a Motegi, la wild card in Catalunya, congelato lo sviluppo di motore e aerodinamica fino al termine del 2021. Probabilmente proseguire la collaborazione anche nel 2021 sarà semplicemente trovare un accordo economico. “Sono pessimista, probabilmente non si corre quest’anno. Io ho firmato un anno con Yamaha, vediamo se entrambi collaboreremo ancora“.

JORGE RISPONDE ALLE CRITICHE

Chiusa l’avventura annuale con Honda non si sono placate delle velate polemiche. Nei giorni scorsi Marc Marquez ha parlato di “paura”, una tesi che Jorge Lorenzo rimanda al mittente. “Non solo Marc Marquez, ma molta gente pensava che avessi paura – ha detto in una chat su Instagram con ‘La Gazzetta dello Sport’ -. Semplicemente non mi sono adattato a quella moto, dovevo guidarla diversamente dal mio stile di guida, non avevo feeling. Dall’avere paura c’è una grande differenza. Poche volte nella mia vita ho paura“.

Un’altra critica mossa a Jorge Lorenzo è il suo ritorno in MotoGP a breve distanza dall’annuncio di Valencia. “La gente pensa che faccia ancora il pilota, ma sono ben lontano. Guido ancora una MotoGP, ma non ha niente a che fare con la pressione e l’energia quando sei pilota. Mi sto godendo un’altra fase della mia vita. Quando mi sono ritirato non pensavo che arrivasse così velocemente l’offerta della Yamaha, ci ho pensato un po’ ed ho accettato. Yamaha mi ha dato molto in carriera“.

YAMAHA TRA LE FAVORITE

Nei test invernali Yamaha sembrava il team che nella pausa aveva lavorato meglio degli altri. Lo stop forzato ha forse penalizzato la casa di Iwata più di ogni altra. “Ultimamente stiamo vedendo sempre Marquez davanti, con Dovizioso sempre lì, Vinales e Rins che vincono delle gare, Quartararo potrebbe vincere… Significa che le moto sono molto competitive. Ma la Yamaha è l’unico team che ha tre piloti potenzialmente vincenti“, ha sottolineato Jorge Lorenzo. Inoltre può contare su un giovane promettente come Fabio Quartararo. Tra Jorge e il francese sembra nata una grande intesa: “Fabio è molto simpatico, sempre solare e sorridente, non ha malizia. In pista si trasforma, abbiamo preso a scherzare su Instagram. Ha tanto talento da quando era piccolo, fino a un anno fa non riusciva a dimostrarlo, ma l’ha dimostrato al momento opportuno salendo in MotoGP“.

IL RAPPORTO CON VALE

La fine della carriera e il ruolo di collaudatore Yamaha ha anche smussato il rapporto spigoloso con Valentino Rossi. Che deciderà di fare il 41enne nel 2021? “Secondo me ha preso un compromesso per essere ancora lì. Ha uno spirito giovane, ha una vita divertente. Io sono diverso, sono più ossessivo, non potevo accettare di proseguire senza essere al limite. Se lui è felice e motivato, si gode questo mondo e fisicamente si sente bene, perché non continuare? Ha una moto agile e non troppo fisica, può migliorare tanto rispetto all’anno scorso“. Adesso Jorge Lorenzo e Valentino Rossi remano nella stessa direzione. “Non siamo più rivali, rappresentiamo lo stesso marchio ed entrambi abbiamo lo stesso interesse. Prima ognuno voleva essere campione del mondo e battere il compagno di squadra. Con lui ho lottato di più per vincere un Mondiale, è il mio vero rivale storico. Ma anche Pedrosa e Stoner…“.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

motogp miller

MotoGP: Jack Miller, guerra alle Yamaha. “Evitando visiere a strappo!”

motogp catalunya sky sport

MotoGP, Barcellona: Orari del 27/09, diretta Sky Sport/DAZN e differita TV8

motogp yamaha

MotoGP: Rossi, Quartararo, KTM… Chi vincerà in Catalunya? L’analisi dei ritmi