Johann Zarco

MotoGP, Johann Zarco-KTM: i veri motivi del licenziamento

Johann Zarco e KTM divisi anzitempo pur legati da un contratto. Il direttore sportivo Pit Beirer svela le principali cause che hanno spinto ad appiedarlo.

26 settembre 2019 - 12:07

Dopo il divorzio definitivo tra Johann Zarco e KTM non si fa più mistero sulle vere cause della separazione. Soprattutto da parte della casa austriaca, che mai ha digerito le esternazioni del pilota a Jerez. Ma non fu l’unico caso isolato, perché ad ogni buona occasione il francese ha sempre sottolineato i ritardi della RC16, sebbene consapevole, al momento della firma, di salire su un prototipo da costruire piuttosto che su un cavallo vincente.

La scelta del team austriaco di appiedarlo alla vigilia di Aragon può sembrare crudele ma è una decisione saggia e scontata. Con Johann Zarco che apre le porte a qualsiasi offerta non si può affidargli lo sviluppo futuro, con il rischio di passare informazioni utili ai diretti avversari. D’altronde Jorge Lorenzo non se la passa certo meglio con la Honda factory, nonostante cinque titoli iridati sul curriculum. La realtà è che a passare da una Yamaha M1, agile e maneggevole, ad un’altra marca si corre sempre un rischio. Esemplare anche il caso di Valentino Rossi nel biennio Ducati (pur con le dovute differenze).

ZARCO-KTM: GLI EPISODI CHE HANNO PORTATO AL DIVORZIO

L’hanno capito anche i vertici KTM. Nel vedere Zarco in più occasioni davanti a Vinales e Rossi sembrava avessero trovato il tassello mancante. Invece si sono ritrovati davanti alla più grande delusione nella loro breve storia in MotoGP. “Abbiamo visto che è un combattente, che non gli importa quale materiale ottiene – ha spiegato Pit Beirer -. Non si è mai lamentato con il suo vecchio team e non ha mai preteso il materiale del team ufficiale. Questo ci ha impressionato, pensavano fosse l’uomo di cui avevamo bisogno. Invece non ha funzionato“. Da questa triste vicenda cosa hanno imparato a Mattighofen? “Con il senno di poi non sceglieremo mai più un pilota Yamaha“.

A spingere ambo le parti verso il divorzio ha contribuito, oltre alle esternazioni di Jerez, anche un altro episodio: la gara di Assen. In quel frangente Johann Zarco rientrò ai box ammettendo: “Mi sono ritirato perché sentivo che la moto non era nelle mie mani“. La goccia che ha fatto traboccare il vaso. “Mi sono tanto arrabbiato – ha spiegato Pit Beirer -. Fintanto che le ruote girano e il pilota è in salute non puoi mollare. Questa è la cosa più terribile che puoi fare per una squadra“. La decisione di licenziare definitivamente il francese con effetto immediato è stata presa subito dopo Misano. Nonostante un week-end encomiabile, Zarco ricordava la mancanza di fiducia. Uno status mentale che metteva a rischio un’intera squadra, sia in pista che in fabbrica.

1 commento

lamottawalte_13764774
14:52, 26 settembre 2019

Da profano, è da un bel po’ che asserisco: chi scende da una Yamaha, deve salire su un’altra Yamaha…. Punto! Al massimo (forse), su una Suzuki!

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