MotoGP, Joan Mir campione del mondo 2020

MotoGP, Joan Mir: “Più pole e vittorie per battere Marc Marquez”

Joan Mir, neo campione MotoGP, ha dimostrato di poter vincere anche senza partire dalle prime file. Ma per battere Marc Marquez servono più pole e vittorie.

18 dicembre 2020 - 11:18

Tempo di relax anche per il neo campione MotoGP Joan Mir e la sua dolce metà Alejandra. Si archivia il 2020 ma non le sensazioni del sogno realizzato, per la seconda volta dopo il Mondiale Moto3 conquistato nel 2017. Traguardi raggiunti a suon’ di lavoro e sacrificio, di squadra e personali. “Ho perso molto quando ero più giovane, perché ho sempre preso le cose molto sul serio. Ho sempre pensato che la festa e quant’altro non fosse compatibile con questo sport sin da quando ero piccolo. Ricordo il compleanno dei miei amici quando ero bambino. Andavano tutti in classe e io no, perché dovevo allenarmi, ma in questo momento non mi manca niente, anzi. Penso di vivere una vita molto più intensa di quella che stanno vivendo alcuni miei amici“.

Non c’è due… senza tre

Giappone 2017, Valencia 2020. Due date che il campione della Suzuki non potrà mai dimenticare. Impossibile indicare quale abbia regalato sensazioni più intense. “La MotoGP è il massimo che puoi vincere in questo mondo – spiega Joan Mir a ‘Mundo Deportivo’ -. Ma anche la Moto3 ha molto valore, è stata la prima e grazie a quel titolo probabilmente oggi sono in MotoGP“. Nel 2021 proverà per la prima volta a difendere il titolo, si metterà in gioco con il pacchetto Honda-Marc Marquez, sperando che il pluricampione sia in griglia quanto prima. La GSX-RR ha dimostrato costanza ed equilibrio su ogni tracciato. Il motore non troppo grintoso ha consentito di gestire al meglio la nuova soft Michelin, ma serve altro per battere il Cabroncito. “Dobbiamo migliorare la velocità della moto ed essere un po’ più competitivi, più pole position e più vittorie. Abbiamo altri punti di forza come la perseveranza, ma dobbiamo vincere più gare“.

Il numero di livrea

Nel 2020 è bastata una vittoria per confermarsi campione del mondo, non sarà però sempre così. In un calendario inedito, formato da 14 GP, la costanza ha premiato. Sul giro secco manca qualcosa, le qualifiche restano il primo punto da migliorare. “Sono tanti i piloti che pensano si possa vincere solo partendo primo, secondo e terzo. Non abbiamo il pacchetto competitivo per uscire dalla pole position, ma abbiamo comunque dimostrato che un titolo si può vincere in questo modo“. Infine Joan Mir dovrà decidere se impiegare il numero 1 o il suo 36 sulla livrea della GSX-RR nella prossima stagione MotoGP. La decisione arriverà forse dopo le vacanze. “L’1 attrae molto, anche a me. Non so cosa farò, la scelta è solo mia. Mi piace molto anche il mio numero, amo vedere il mio numero sulla moto. Non so quando. Un giorno mi alzerò e dirò “questo” e manderò un messaggio“.

Foto: Getty Images

1 commento

fzanellat_12215005
11:50, 18 dicembre 2020

La Suzuki ha fatto una cosa strepitosa a vincere un titolo investendo meno di tutti i competitor più ricchi.
Ma nello sport ripetersi è la cosa più difficile che ci sia.
Mir deve sfruttare questo momento mettendo sulla carena il numero 1,perchè non è detto che ricapiti in
futuro.

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