MotoGP Mir

MotoGP: Joan Mir, che beffa! “Mi hanno superato due missili”

Il campione del mondo MotoGP perde il podio in volata contro le Ducati di Zarco e Bagnaia, ma non ha rimpianti: "In certe occasioni bisogna rischiare!"

28 marzo 2021 - 21:20

Joan Mir può sorridere al termine della prima gara della stagione MotoGP, ma rimane il rammarico per aver perso il podio in volata. Il campione del mondo è tornato ad avere le grandi sensazioni del 2020 dopo un weekend dove non ha nascosto il proprio disappunto. Ancora una volta, Mir si è dimostrato un ‘pilota da domenica’: grande rimonta e 2° posto ad un soffio. Solo due razzi chiamate Ducati hanno impedito a Joan di iniziare il 2021 con un podio…

“A volte bisogna prendersi dei rischi”

“Finalmente sono tornate le belle sensazioni, è la cosa più importante”, sorride. “Ero consapevole che il calo delle gomme sarebbe stato grande, ho cercato di non spingere troppo all’inizio”. Mir spiega la sua tattica: “Volevo rimanere dietro a Zarco per difendere il 3° posto grazie alla sua scia, ma una volta arrivati lì bisogna prendersi dei rischi per prendere più punti possibili e ci ho provato”.

“Non penso di avere sbagliato all’ultima curva”

Purtroppo non è andata come sperava: “Sapevo di avere due Ducati arrabbiate dietro di me, ho visto la linea del traguardo vicina ma poi due missili mi hanno superato (sorride, ndr)”. Nessun rimpianto: “Ho dato il 100%, la prossima volta so cosa devo fare. Sono andato largo, forse, ma normalmente se fai quella traiettoria e non ti superano esci con più spinta verso il rettilineo. Purtroppo non è stato abbastanza, ma la nostra moto ha lavorato bene, ci tengo a ringraziare Suzuki per questo. La prossima settimana ci sarà una nuova chance”. 

“Per qualche ragione non riuscivo a fermare la moto”

La cosa fondamentale per Mir, però, è essere tornato a guidare come vuole. “Per alcune ragioni non riuscivo a fermare la moto e avevo tanti problemi. Stavo spingendo come un animale ma il giro non arrivava, era una cosa frustrante ed ero arrabbiato”. La notte tra sabato e domenica invece ha cambiato qualcosa: “Abbiamo trovato una cosa di setting del 2020 e tutto è tornato. Mi ha aiutato tanto, anche perché io guido molto con le gambe”.

“Quando guido uso molto le gambe”

“Uso molto la potenza delle gambe, ma se ci fate caso il serbatoio della Suzuki è piatto. Questo significa che quando freno le ginocchia vanno in avanti”, continua Joan. “Non mi piace, sono scomodo, mentre con un’altra forma guido in modo più naturale”. Lo spagnolo commenta anche le qualifiche: “Sembra che io sia a mio agio a partire dalla 4° fila (sorride, ndr). In realtà è stato un weekend difficile, non sono bravo a mascherarlo e si vedeva che ero arrabbiato”.

“L’autocontrollo è fondamentale”

Mantenere il controllo però è stato cruciale. “Quando tutto va bene sono rilassato, ma quando qualcosa non va e proviamo continuamente sono arrabbiato. Bisogna impararsi a controllare però, me lo hanno insegnato i miei genitori”. Passo dopo passo tutto torna: “Ieri volevo spaccare tutto, ma non è giusto. Il team vuole il meglio per me e per la squadra, è fondamentale controllarsi. Anche se sono stato superato da due Ducati sul finale”.

“Ducati pazzesca, ma anche i loro piloti”

“Sono rimasto sorpreso alla fine, mi aspettavo una Ducati, non due! (risata, ndr)”, prosegue. “Sono incredibilmente veloci sul rettilineo, ma i piloti la guidano molto bene. La moto è un animale ma i ragazzi che ci salgono sopra sono molto bravi a gestire la potenza, non è solo un qualcosa che riguarda la moto”.

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