MotoGP, Fabio Quartararo

MotoGP, Fabio Quartararo: “Due ore per una foto con Vale”

Fabio Quartararo ha avuto l'exploit con l'ingresso in MotoGP: "In Moto3 troppa pressione per il confronto con Marquez. Valentino Rossi il mio preferito".

28 aprile 2020 - 16:45

Fabio Quartararo è stato autore di una perfetta stagione MotoGP da rookie nel 2019. Al punto che il team Petronas punta al titolo nella stagione 2020, mentre Yamaha ha ingaggiato il francese per il prossimo anno. Sarà lui a ereditare la sella di Valentino Rossi, un impegno non da poco, che dovrà essere ripagato con il titolo mondiale.

L’ESORDIO MONDIALE

Fabio Quartararo ha origini italiane (suo nonno viene dalla Sicilia), ha trascorso molto tempo in Spagna pur essendo originario di Nizza. Ha iniziato a correre all’età di 4 anni, suo padre ha fatto qualche campionato nazionale ed europeo, due wild card nel Mondiale. L’esordio in Moto3 è avvenuto nel 2015, ma non è stato facile. “In Moto3 è stato difficile, avevo 15 anni, avevo pressione perché mi avevano comparato con Marquez. Con Leopard è stato ancora più difficile. Poi le cose sono un po’ migliorate, ma in MotoGP ho fatto un buon lavoro insieme ai meccanici e ai tecnici. Quando salti dalla Moto3 alla Moto2 dopo cinque giri ti abitui. Quando vai in MotoGP hai un solo modo per guidarla, devi capire bene come uscire forte se no vai tre secondi più lento“.

PREPARAZIONE AL MONDIALE

In questo periodo di quarantena sta perfezionando la preparazione fisica, soprattutto agli avambracci. In attesa di poter tornare in motocross quanto prima. “Si lavora molto sulle braccia e sulla concentrazione. Devi essere sempre preciso per non fare errori e ti aiuta ad allenarti con il grip alla gomma posteriore, ad usare la trazione. Quando hai la gomma nuova è facile in pista“, ha aggiunto Fabio Quartararo. “Ma in gara soffri il consumo, devi pensare per 20 giri, ma quest’anno le gomme sembrano migliorate“.

Il francese non solo ha un contratto per il 2021-2022 in tasca, ma si è assicurato una M1 nella versione Factory Spec per questa stagione. “Per me è molto importante avere la stessa moto dei piloti ufficiali. Nel 2019 abbiamo dimostrato di avere il ritmo per lottare per podi e vittorie. E in Qatar abbiamo visto che il potenziale della moto è molto buono. Manca ancora un po’ di velocità massima. In termini di ritmo di gara abbiamo migliorato un po’, il che è molto importante“, ha dichiarato in un’intervista a Yamaha Motor Italia.

L’AMMIRAZIONE PER ROSSI

Dopo i test invernali il pilota del team Petronas aveva un solo obiettivo già dalla prima gara. “Salire sul podio e lottare per la vittoria, ma è difficile parlare di obiettivi. Non sappiamo neppure dove correremo e quando cominceremo. Ma sicuramente voglio lottare per buoni risultati“. Dal prossimo anno sarà sulla M1 di Valentino Rossi… “E’ sempre stato il mio pilota preferito. Non dimenticherò mai quando sono andato al mio primo Gran Premio, deve essere stato a Valencia nel 2006 o nel 2007. Ho aspettato quasi due ore per fare una foto con lui. Ora siamo colleghi di marca, ho avuto il mio primo anno in MotoGP con lui e l’ho visto spesso in pista… È un sogno che avevo da bambino“.

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