MotoGP, Carmelo Ezpeleta

MotoGP, Ezpeleta: “Sarà un campionato ristretto. E su Rossi…”

Carmelo Ezpeleta avanza l'ipotesi di un campionato MotoGP "ristretto" a poche gare. E risponde alle ipotetiche obiezioni di Valentino Rossi su Valencia.

13 marzo 2020 - 8:53

Carmelo Ezpeleta inizia a considerare l’ipotesi di un Mondiale MotoGP “ristretto”, il più breve della storia. Difficilmente potrà disputarsi una stagione 2020 con 20 GP, la gara di Jerez è prossima all’annullamento. In Spagna i contagi di coronavirus crescono a ritmi impressionanti: 2.871 le persone infette, oltre 800 solo nelle ultime 24 ore, 86 morti. Il GP di Rio Hondo è stato rimandato con appena 31 casi sul territorio nazionale. Ma il vero timore arriva soprattutto dall’Italia: 12.839 contagiati e oltre 1.000 i morti. E il paddock è almeno per il 40% tricolore.

Il boss della Dorna non può nascondersi: “Abbiamo annullato per motivi di sicurezza, è stato il miglior messaggio – ha detto a Radio Marca -. Ma proveremo a fare ugualmente il campionato, sarà un po’ ristretto, ma crediamo che possa farsi alla fine dell’anno. Meglio così che non ci sia“. La tappa di Jerez è destinata al rinvio o all’annullamento. “Aspetteremo gli ordini dei governi, per disputarlo il governo deve autorizzarci, a porte aperte o chiuse – ha aggiunto Ezpeleta -. Bisogna poi vedere se gli italiani possono viaggiare perché se no non possono arrivare. Prenderemo la decisione giorni prima. Cercheremo di fare il campionato nelle migliori condizioni possibili“.

MONDIALE RISTRETTO E RISPOSTA A ROSSI

Secondo un accordo con la FIM occorrono almeno 13 gare per parlare di stagione MotoGP. La situazione straordinaria potrebbe però cambiare questa regola: “Non ci saranno problemi nel raggiungere un accordo con la Federazione adatto a entrambe le parti. Faremo il possibile“. Al momento non sono previsti due Gran Premi sullo stesso circuito. Razlan Razali ha escluso l’ipotesi doppio GP a Sepang. Né il CEO della Dorna considera di correre senza italiani. “Non lo faremo, non sarebbe giusto. Italiani, giapponesi e spagnoli sono la maggioranza, senza francesi non avremmo le gomme per la MotoGP“.

Un anno fa Valentino Rossi criticò la gara di Valencia agli inizi di novembre, per via delle temperature inadatte al grip. Spostare l’ultima tappa della MotoGP a fine novembre renderebbe le condizioni ancora più estreme… “Siamo solo in ritardo di 15 giorni e ho le temperature degli ultimi anni, dal 15 al 20 novembre la media è di 21 gradi la massima e 9 la minima. Quest’anno sarebbe 20 e 8. Ma insisto, siamo in un campionato eccezionale e dobbiamo essere meno testardi. È una situazione molto complicata – ha concluso Valentino Rossi – e dobbiamo adattarci“.

2 commenti

fabu
10:18, 13 marzo 2020

La presunzione di onnipotenza non ha limiti. Ora sa che tempo farà e pure quanti gradi ci saranno tra otto mesi. E pensa proprio che a Le Mans, Mugello, Barcellona si correrà? Ridicolo.

    Paolo Gozzi
    11:49, 13 marzo 2020

    Sulle condizioni meteo a Valencia a fine novembre ovviamente si basa sui dati statistici di quella singola città nel determinato periodo. Su altri fattori è ovviamente disarmato.

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