MotoGP Test 2020

MotoGP, cosa cercano i costruttori nei test di Sepang e Losail

La MotoGP torna in pista a febbraio per il primo test ufficiale del 2020. Gli obiettivi dei sei costruttori nella preseason per compiere un ulteriore step.

9 gennaio 2020 - 10:31

Inizia il conto alla rovescia per la stagione MotoGP 2020. Tra meno di un mese si ritorna in pista a Sepang per la prima uscita pre-campionato. Dal 2 al 4 febbraio va in scena lo shakedown riservato ai collaudatori e ai piloti KTM e Aprilia che ancora godono delle “concessioni”. Dal 7 al 9 febbraio tutti in pista per limare i dettagli dei nuovi prototipi della classe regina. Sei giorni di prove collettive che anticipano il secondo turno di test in programma dal 22 al 24 marzo in Qatar. Su cosa lavoreranno principalmente i sei costruttori della MotoGP?

HONDA: UNA MOTO MENO ‘MARQUEZIANA’

Nel 2019 soltanto Marc Marquez ha saputo domare l’aggressività della RC213V. Jorge Lorenzo, colpa anche dei continui infortuni, non ha mai trovato la giusta sintonia con la moto dell’Ala dorata. Cal Crutchlow ha racimolato appena tre podi e un nono posto finale. La specifica del motore, che puntava soprattutto ad aumentare la top speed sul rettilineo, ha reso la moto più difficile da guidare, tranne il Cabroncito. Il campione di MotoGP ha saputo colmare ogni lacuna con il suo innato talento, ma non tutti sono il fenomeno di Cervera.

I quattro alfieri HRC, compreso Nakagami, richiedono una moto più facile, ma a patto di non perdere nulla in termini di potenza. Marc Marquez è stato chiaro: la priorità è avere un cavallo di battaglia trionfale, non una moto facile da guidare. Poche le modifiche sul V4, l’attenzione è puntata da diversi mesi su un nuovo telaio che dovrebbe consentire gradi di inclinazione inferiori in percorrenza di curva. Da quest’anno c’è il rookie Alex Marquez: per il campione di Moto2 l’obiettivo è prendere confidenza con la Honda, nulla di più.

DUCATI E LA PERCORRENZA A CENTRO CURVA

Da oltre una stagione Andrea Dovizioso richiede miglioramenti in percorrenza a centro curva, anche a costo di perdere qualcosa in altri settori della Desmosedici. I tecnici di Borgo Panigale non sono disposti a livellare i punti di forza neppure di un punto percentuale. Per perfezionare il turning si lavora ad ampio raggio su ogni area della GP20, un nuovo telaio è passato al vaglio dei piloti durante i test di Valencia e Jerez. Il vicecampione forlivese ha detto seccamente che la Ducati è ben distante dal compiere un ulteriore step.

La pausa invernale della MotoGP avrà risolto i problemi? Probabilmente no, ma quel genio di Gigi Dall’Igna ci ha solitamente abituati a ‘diavolerie’ aerodinamiche che hanno fatto scuola. Un anno fa lo spoiler al posteriore ha sollevato un polverone fin dentro le sale della FIM. Un sistema di holeshot, la misteriosa “salad box” imitata dalla Honda: tutti elementi che dimostrano come a Borgo Panigale riescano a stare un passo avanti. Se non in Malesia, di certo a Losail vedremo qualcosa di inedito. A patto che consenta ad Andrea Dovizioso di poter puntare costantemente al podio, meglio di quanto avvenuto nel 2019.

YAMAHA E LA TOP SPEED

La M1 è forse la moto più invidiata in griglia dal punto di vista del telaio e dell’agilità. Il grosso difetto del prototipo di Iwata è la velocità di punta, dove accusa un gap di quasi 10 km/h sul rettilineo rispetto a Honda e Ducati. Fabio Quartararo ha dimostrato che la potenza non è tutto, soprattutto sul giro secco. Ma guadagnare ulteriori CV consentirebbe alla Yamaha di tornare altamente competitiva. Nei test dello scorso novembre i quattro piloti hanno provato la nuova specifica di motore, lasciando trapelare una certa delusione sulla top speed. L’unico a sembrare soddisfatto era Franco Morbidelli, ma per puntare al Mondiale serve ben altro.

Rispetto ad un anno fa la scuderia nipponica ha compiuto sensibili passi avanti in termini di elettronica e organizzazione del lavoro. L’usura del posteriore, tranne che per Valentino Rossi, non rappresenta più il tallone d’Achille. L’erogazione del gas in uscita di curva risulta perfezionata, ma serve maggior capacità di sorpasso. Quindi la M1 ha ancora sete di velocità sul rettilineo, altrimenti si potranno vincere alcune battaglie, ma non la guerra contro Marc Marquez.

SUZUKI, UNA GSX-RR PIU’ VELOCE

Proprio come Yamaha, Suzuki sta cercando di aumentare la velocità massima senza diminuire i suoi punti di forza in curva. Alex Rins e Joan Mir hanno rilasciato feedback positivi sul nuovo motore 2020, da Sepang si lavorerà sulle impostazioni di elettronica. L’obiettivo è consentire di ottenere migliori risultati nelle qualifiche, per alzare ulteriormente l’asticella delle aspettative.

Dopo le due vittorie di Rins, la casa di Hamamatsu vuole mettere il fiato sul collo alle big. Ma la mancanza di un team satellite condanna a periodi di evoluzione più lunghi rispetto alle concorrenti. Intanto Suzuki lancia un occhio anche sul mercato piloti: il sogno nel cassetto sarebbe il ritorno del mai dimenticato Maverick Vinales.

APRILIA CON UN MOTORE RIVOLUZIONARIO

Sebbene a Noale tengano le bocche cucite, la RS-GP 2020 dovrebbe montare un inedito motore V4 a 90°, per consentire miglioramenti di potenza e decelerazione. Nei test di Jerez e Valencia tecnici e piloti hanno lavorato soprattutto su configurazioni di elettronica. Per vedere il primo esemplare del nuovo prototipo dovremo attendere Sepang, da quel momento ci sarà ancora molto da lavorare.

In questo momento, come non mai, c’è bisogno del feedback di Andrea Iannone, che però rischia di restare fuori per qualche mese. Al suo posto subentrerebbe Bradley Smith, oppure Karel Abraham in caso di sospensione più lunga. La sentenza definitiva arriverà entro fine mese, poi la decisione ultima toccherà ai vertici di Aprilia.

KTM AL LAVORO SUL TELAIO

I frutti dell’arrivo di Dani Pedrosa cominceranno a vedersi dalla stagione MotoGP 2020. Ne sono convinti Pol Espargarò e gli addetti ai lavori della casa di Mattighofen. Nei test post Mondiale ha fatto il suo debutto un innovativo telaio tubolare in acciaio, testato e ottimizzato da Pedrosa durante l’estate. Si registrano passi in avanti in termini di trazione e stabilità in curva. Di sicuro non sarà l’unico passo avanti, ma per sviluppare il motore ci sarà l’intera stagione a disposizione.

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