MotoGP, Cecchinello: “Nakagami, tanto lavoro nel box con gli ingegneri”

Lucio Cecchinello traccia un bilancio del 2020 di Takaaki Nakagami. "Mi aspettavo un miglioramento, ma non così significativo." E per il 2021: "Gestire meglio la pressione."

17 dicembre 2020 - 16:42

Stagione conclusa, è tempo di bilanci. Quello che fa Lucio Cecchinello riguardo il suo alfiere Takaaki Nakagami è più che positivo. Con ragione, visto che il pilota giapponese ha vissuto la sua annata migliore in MotoGP. Un peccato che non sia ancora arrivato il primo podio, ma il boss LCR Honda ne sottolinea i meriti in un campionato tutt’altro che semplice per svariati motivi. Ancora di più nella casa dell’ala dorata, con l’uomo di punta Marc Márquez KO per infortunio, Cal Crutchlow condizionato dai guai fisici ed Alex Márquez all’esordio. Honda quindi ha concentrato i suoi sforzi su ‘Taka’, che ha compiuto grandi passi avanti.

Ma per Cecchinello non è stata del tutto una novità. “Mi aspettavo un miglioramento da parte sua” ha sottolineato. “Aveva già mostrato un buon potenziale, considerando soprattutto che nel 2019 guidava una moto del 2018.” Anche se “Non me l’aspettavo così significativo. Nella seconda parte di stagione era diventato uno dei piloti più competitivi in MotoGP” ha detto in un’intervista autoprodotta dalla squadra. In cos’è migliorato? “Ha imparato un nuovo stile di guida. Principalmente inclinare prima la moto in entrata in curva e e massimizzare l’angolo di piega.” Ma c’è anche qualcosa su cui lavorare per il 2021: “La gestione della pressione.” Un fatto che ha ammesso lo stesso pilota dopo l’incidente a Teruel, poco dopo essere partito dalla pole… “Ma è una cosa che arriverà col tempo e con l’esperienza.”

Il titolare di LCR Honda sottolinea anche la mentalità dei piloti giapponesi. “Tutti senza paura, una sorta di pensiero Samurai o Kamikaze. Credo che il loro punto forte rispetto ai piloti europei sia che si concentrano totalmente sull’obiettivo. Sono pronti a qualsiasi cosa per raggiungere il loro target.” Un aspetto che ritrova anche in Nakagami, con qualche differenza. “È più calmo e pragmatico rispetto ai giapponesi degli anni ’90, ma sempre determinato. Questo è un aspetto chiave.” Non manca di sottolineare il suo metodo di lavoro. “Trascorre tantissimo tempo nel box assieme agli ingegneri, discutendo ogni singolo aspetto su cui si può migliorare. È molto positivo: ogni piccolo dettaglio può essere importante in termini di tempo in MotoGP. Solo lavorando in maniera maniacale si può fare la differenza.”

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