Carmelo Ezpeleta

MotoGP, Carmelo Ezpeleta ordina: la Spagna perde un GP

Carmelo Ezpeleta, CEO di Dorna, annuncia che dal 2022 la penisola iberica (Portogallo compreso) ospiterà tre gare MotoGP. Si procederà con la rotazione annuale.

13 settembre 2019 - 23:44

Carmelo Ezpeleta e la Dorna stanno pianificando la MotoGP del futuro, non solo con regole più chiare e restrittive. Nel biennio 2020-2021 il numero delle gare salirà a 20, con l’ingresso della tappa finlandese (Portimao in alternativa). Dal 2022 assisteremo a ben 22 Gran Premi che potrebbero accompagnarsi ad un quasi azzeramento dei test invernali (che non portano introiti commerciali). E di conseguenza l’omologazione delle carene e dei motori potrebbe avvenire a campionato in corso.

Dal 2022 la penisola iberica subirà una profonda modifica: ospiterà un massimo di tre gare e parteciperà anche il Portogallo. Dopo diversi anni di assenza tornerà di nuovo in calendario il circuito di Portimao. A confermare le indiscrezioni è stato Carmelo Ezpeleta, CEO di Dorna, che non sa se i quattro tracciati spagnoli (Jerez, Valencia, Catalunya e Aragon) accetteranno la formula a rotazione (un anno sì e un altro no). “Non può esserci una tappa fissa a Jerez. Non penso che sia giusto. Jerez è molto importante, ma anche le altre“. La prossima settimana il boss della Dorna inizierà a sondare il terreno ad Aragon in occasione del Gran Premio. Ma non ci sarà nessun dietrofront: “Se qualche circuito non è interessato a questo sistema ci renderà la vita più facile“.

Per quanto riguarda il ritorno della MotoGP in Portogallo, Carmelo Ezpeleta ha confermato che le trattative con gli organizzatori sono già avviate, completamente disponibili ad entrare in questo turnover ideato da Dorna: “Sanno che, se i quattro spagnoli vogliono continuare, il Portogallo andrà a rotazione con loro“. Nel nuovo calendario a 22 gare sembra certo l’ingresso dell’Indonesia, mentre resta un punto interrogativo su Brasile e Cile. La riduzione delle tappe in terra spagnola non troverà d’accordo Marc Marquez, Alex Rins e gli altri connazionali. Ma il dado è tratto e non si tornerà indietro. E da qui al 2022 non si escludono altre sorprese.

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