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MotoGP: Bagnaia, Morbidelli e quell’iride italiano che manca dal 2009

La MotoGP riavrà un campione italiano? Speranze riposte in Pecco Bagnaia e Franco Morbidelli per interrompere il digiuno che dura dal 2009.

28 dicembre 2021 - 19:22

Si è chiusa quest’anno un’altra annata MotoGP senza un campione italiano. Anzi, finora si è solo allungata la lista dei vice-campioni tricolori con il secondo posto di Francesco Bagnaia di questo 2021. Replicando il piazzamento di Franco Morbidelli del 2020. Ma le speranze di nuova gloria per la nostra penisola sono proprio loro due. L’alfiere Ducati Team ed il pilota Monster Yamaha, i più esperti dei nostri nella categoria e gli unici in squadre factory, possono interrompere un digiuno mondiale che dura dal 2009?

L’unico italiano vincente finora nell’attuale top class è proprio il loro mentore, Valentino Rossi. Sei corone MotoGP conquistate nel periodo 2002-2005 e nel biennio 2008-2009. Parliamo di 12 anni, un bel digiuno per i nostri colori, il secondo più lungo se consideriamo tutta la classe regina del Motomondiale. Andando indietro nel tempo, è passato ancora di più dall’iride di Franco Uncini nel 1982 al “periodo Rossi”, iniziato nel 2001 con il titolo piloti in quella che è stata l’ultima stagione della mezzo litro.

Tornando ai giorni nostri, ricordiamo che Franco Morbidelli ha conquistato podi, vittorie, due pole ed il vice-campionato con la Yamaha meno aggiornata rispetto ai colleghi. A cui è seguito un 2021 che purtroppo fa poco testo viste le problematiche fisiche in cui è incappato. Per quanto riguarda Pecco Bagnaia, quest’anno è invece scattato quel qualcosa che mancava in precedenza, rendendolo un tutt’uno con la Desmosedici. In attesa di vedere cosa faranno anche gli altri, l’Italia dei motori guarda soprattutto a loro per tornare molto in alto.

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Foto: motogp.com

1 commento

FRA 1988
21:12, 28 dicembre 2021

Bagnaia e Morbido dovranno ispirarsi a Uncini o Lucchinelli che erano buonissimi piloti ma non fenomeni.
Rossi ha vinto troppo per avere eredi nel breve periodo. .

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