MotoGP, Andrea Iannone al Tas con qualche incognita

Il pilota MotoGP Andrea Iannone prepara il ricorso al Tas. Ottimista la sua parte legale, ma restano alcune incognite da sciogliere.

2 aprile 2020 - 10:43

La sentenza sul caso doping di Andrea Iannone ha scosso il mondo della MotoGP. Diciotto mesi non sono pochi per chi viene accusato solo di contaminazione alimentare, stando alle informazioni che la stessa  Aprilia ha fornito all’opinione pubblica. Non abbiamo letto le  motivazioni ufficiali della sentenza. La FIM, su nostra specifica richiesta, ha chiarito che verranno diffusi dettagli e commenti solo quando il giudizio sarà passato in giudicato, cioè dopo l’eventuale ricorso al TAS.  Che si baserà, presumibilmente, sull’inconsapevolezza di Andrea Iannone riguardo la qualità della carne che gli è stata servita al ristorante dell’Hotel Sama Sama. E’ lo stesso “cinque stelle” dove, durante il il week-end del GP di Malesia, risiedono tutti i team della MotoGP. Sempre a Sepang, oltre a Iannone, sono stati sottoposti a controllo antidoping anche Jorge Lorenzo e Marc Marquez, risultato negativo.  E’ probabile, ma non noto, se abbiano o meno mangiato allo stesso ristorante che avrebbe servito a Iannone la carne contaminata da Drostanolone. Qui sotto la lista ufficiale dei piloti sottoposti a controllo antidoping al termine del GP di Malesia del 3 novembre 2019.

IANNONE FA APPELLO AL TAS

Andrea Iannone e il suo legale Antonio De Rensis hanno tre settimane per fare appello al Tas di Losanna. Secondo quanto riportato da Aprilia, la stessa sentenza escluderebbe il dolo, ma  la contaminazione alimentare è un campo spinoso. Come ricorda ‘La Gazzetta dello Sport’ nel 2012 il Tas ha squalificato per due anni Alberto Contador su ricorso di Uci e Wada contro l’assoluzione della Federciclo spagnola. Anche in quel caso la difesa aveva parlato di assunzione di carni trattate, dopo il rilevamento di 50 picogrammi di clembuterolo.

Nel 2017, nel caso della tennista Sara Errani, il TAS appesantì la condanna comminata in primo grado:  da due a dieci  mesi. Il caso più recente (9 marzo 2020) è quello del velocista statunitense Jarrion Lawson. In questo caso l’autorità sportiva aveva comminato quattro anni di stop, ma il TAS ha cancellato tutto, assolvendo. L’atleta a sua difesa aveva depositato la ricevuta del ristorante e della pietanza incriminata (un Teriyaki beef), ma pure il test del capello. Risultato negativo, come nel caso di Andrea Iannone. Non è il solo precedente, per questo la difesa del pilota (e la stessa Aprilia) restano ottimisti.

LA REAZIONE SUI SOCIAL

Dopo le prime dichiarazioni del pilota e del suo legale ai microfoni di Sky Sport, The Maniac ha scritto sul suo account Instagram. Ha ribadito il momento difficile della sua vita privata e professionale. E ringraziato i tanti tifosi che non mancano di sostenerlo con il loro affetto. “Sono passati mesi da quando questa triste storia è iniziata e vi confesso che ogni giorno mi è parso un anno. Essere giudicato innocente non mi lascia certo felice“, ha aggiunto Andrea Iannone. “Per la prima volta nella storia, un atleta viene giudicato innocente e allo stesso tempo viene condannato a 18 mesi“.

Da questa vicenda il pilota MotoGP ne uscirà sicuramente più forte. “Nulla è scontato e tutto può cambiare in un secondo. Mi porto dietro però anche tante note positive, come il vostro affetto o l’aver potuto valutare persone e fatti in modo più maturo. Proprio così, nonostante tutto oggi sono più maturo e consapevole del vostro affetto. Non mi avete lasciato mai e mi avete accompagnato in ogni momento di questo triste e duro percorso. Ecco perché affronterò il mio futuro ricordando per sempre questi momenti, cercando di essere la forza che io ho avuto: donando il meglio di me agli altri“.

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