MotoGP, Andrea Dovizioso

MotoGP, Andrea Dovizioso: “Non posso parlare. Stoner? Tra piloti ci capiamo”

Andrea Dovizioso ha scosso il paddock della MotoGP con l'annuncio del divorzio da Ducati. Ma rifiuta di rilasciare dettagli sui veri motivi.

15 agosto 2020 - 21:19

Le qualifiche della MotoGP passano in secondo piano all’interno del paddock. Andrea Dovizioso ha preso il centro dell’attenzione con l’annuncio dell’addio alla Ducati, stanco di dover attendere l’ultimatum imposto da Borgo Panigale. Una decisione maturata dopo mesi di attesa e riflessioni, dopo otto anni insieme, ma su cui per il momento preferisce tacerne i dettagli. “Non è il momento di parlare e non renderò felici i giornalisti. Non è il momento giusto per parlare di questo argomento“.

Zero alternative per Dovi

Non ha un piano B per il momento e rischia di restare in panchina nella stagione MotoGP 2021. A meno che non arriveranno proposte importanti, KTM e Aprilia sono le uniche porte parzialmente aperte. “Quello che ho in mente è correre, voglio correre. Non ho un piano B ma nel mondo del motociclismo possono succedere molte cose. La realtà in questo momento è che non c’è posto ma vedremo. Siamo concentrati sulle gare“. La priorità è chiudere in bellezza, a cominciare da questa gara in Austria e la prossima, un tracciato tradizionalmente favorevole alla Ducati Desmosedici GP.

Il tweet di Stoner e rischio anno sabbatico

Andrea Dovizioso non vuole parlare dei suoi rapporti con Gigi Dall’Igna, né del tweet di Casey Stoner. “Tra piloti ci capiamo“, chiosa il vicecampione della MotoGP. “Non voglio creare problemi e voglio essere nella migliore situazione con la squadra perché dobbiamo pensare ai risultati che possiamo ottenere durante il fine settimana“. Non ha paura di un anno sabbatico. “La decisione è stata presa perché doveva essere presa e, quando ti trovi in ​​una situazione e pensi di dover andare avanti, si deve andare avanti“.

L’incidenza del Covid-19

Alla base delle sue dimissioni il fatto di non sentirsi abbastanza coccolato dall’azienda emiliana. Come successo con Honda e Marc Marquez, con Yamaha e Maverick Vinales. “Purtroppo non posso rispondere e non voglio creare tensioni. Questo non è il momento“. Quanto ha influito la pausa del Mondiale per via della pandemia? “Sicuramente essere a casa per due mesi può averci fatto pensare a tante cose e certi particolari della vita, ma non ha condizionato nulla in questa situazione“. E in caso di vittoria del titolo MotoGP? “Non lo so, ma sarebbe molto carino. Ma non mi farebbe tornare indietro“.

2 commenti

lorenzoursan_14190819
0:37, 16 agosto 2020

E lo capisce si. Passano le decadi, cambiano le gestioni sportive e le facce che rappresentano questa azienda in MotoGP, ma alcune quantomeno discutibili abitudini nella gestione dei rapporti umani e professionali con chi sale in moto, e rischia la propria pelle, restano sempre le stesse. Purtroppo.

    Macx
    16:53, 17 agosto 2020

    Speriamo Audi metta un tedesco, i manager italiani sono i peggiori in assoluta tutto chiacchere ed arroganza ottusa

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