Andrea Dovizioso

MotoGP, Andrea Dovizioso: “Gomme Michelin ribaltano le situazioni”

Andrea Dovizioso a pochi giorni dal test MotoGP con Aprilia commenta l'inizio della stagione 2021. E muove qualche critica alle nuove gomme Michelin.

8 aprile 2021 - 8:39

Nel doppio appuntamento MotoGP a Doha mancava il vincitore delle precedenti due edizioni: Andrea Dovizioso. L’ex pilota Ducati ha guardato dal divano di casa i primi due Gran Premi e forse l’intera stagione 2021. Anche se nei prossimi giorni ritornerà in pista per tre giorni di test privati con Aprilia a Jerez. Potrebbe essere l’inizio di un nuovo capitolo, magari iniziando come collaudatore prima del rientro nella prossima stagione MotoGP. Un connubio ancora tutto da decidere, considerando anche che Lorenzo Savadori sembra in difficoltà con la RS-GP21.

L’imminente test con Aprilia

Il Dovi non anticipa nulla, ma sicuramente freme all’idea di rimettersi in sella ad un prototipo. Specie alla luce dei buoni risultati raccolti da Aleix Espargarò in Qatar. Non tanto per i piazzamenti finali 7° e 10°, ma perché mai la moto di Noale è apparsa così competitiva e costante. Andrea Dovizioso è intervenuto nel podcast “Incarenati” della Gazzetta dello Sport, condotto da Paolo Ianieri e Zoran Filicic. “Sono stati competitivi, Aleix è andato forte. Quando nel turno entri e al secondo giro fai un tempone e sei primo in classifica significa che hai la moto in mano e sei molto convinto. Ha fatto due gare veloci, però siamo sempre in Qatar e anche il risultato Aprilia va preso con le pinze“.

Cosa si attende dal test di Jerez in programma dal 12 al 14 aprile? Ovviamente non sarà tutto facile, perché la priorità sarà cucirgli la RS-GP addosso. “Quando sali su una moto diversa l’ergonomia comanda. Se sei così basso come me non è facile posizionarsi – spiega Andrea Dovizioso -. Ci saranno tre giorni, spero in condizioni buone, ma impossibile sapere cosa riusciremo a fare. La curiosità c’è, ho guidato per tanti anni la Ducati e guidare un’altra MotoGP è sempre curioso“.

Problemi in Honda e Petronas

All’indomani del GP di Doha il forlivese commenta i risultati, a cominciare dalle difficoltà in casa Honda. “Impossibile conoscere i dettagli del motivo per cui fanno così fatica. Per Honda è stata sempre una pista particolare quella del Qatar. Dall’esterno c’è qualcosa di strano, sembra una moto molto estrema, se guidata in un certo modo stravince. Tanta fatica e tante cadute, i piloti non sentono bene il limite e quindi lo oltrepassano“.

Non è certo andata meglio nel box Petronas SRT di Valentino Rossi e Franco Morbidelli. “Il team Petronas ha fatto risultati importantissimi l’anno scorso, non penso sia colpa del team per certi risultati. Su Valentino Rossi non posso dire niente perché la sua situazione la conosce solo lui. Su Morbidelli non riesco a capire ed è davvero strano, perché da essere il più veloce in gara 1 e poi non trovare più feeling è strano. Da quando sono arrivate queste gomme succedono queste cose. Da gara a gara si ribaltano queste situazioni, anche sulla stessa pista. L’anno scorso anch’io non riuscivo a capire i problemi, figuriamoci dall’esterno. Con queste gomme si può sempre ribaltare tutto, ma per me non è così bello“.

Vittoria Yamaha a Doha

I complimenti vanno alle Yamaha del team factory che hanno conquistato ambo le vittorie. La prima con Vinales, la seconda con Quartararo. “Fabio ha vinto una gara inattesa, anche per me. Combattere contro le Ducati è difficile specie su una pista di questo tipo. Tutte le altre moto hanno più velocità a centro curva, ma quando sei dietro ad una Ducati devi frenare e sorpassare è complicato. Le Yamaha se lo sono meritati, erano molto al limite e hanno spinto forte. Era una questione di nervi, fare tutto bene“.

Pramac meglio del team factory

Ma come spiegarsi che in casa Ducati il team satellite abbia fatto meglio del team factory? Andrea Dovizioso ricorda come attualmente non ci sia più differenza. “Oggi in MotoGP ogni team gestisce le moto in modo diverso, ma se Pramac ha moto ufficiali significa che dà il materiale migliore. Cambia solo la gestione degli uomini. Il Qatar è una pista particolare, sono stati fatti due test e due gare. Su un’altra pista sarà diverso. La qualifica e la posizione al primo giro sono troppo importanti. Se le Suzuki fossero partite davanti sarebbero andate avanti da sole. Bastianini ad esempio aveva un passo buono, ma è stato dietro perché è partito dietro“. Johann Zarco in testa alla classifica… “E’ stato il più completo perché non aveva la velocità per vincere ed ha fatto 2°-2°. Mentalmente ha gestito bene e significa che l’approccio è ottimo“.

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Foto: Instagram @andreadovizioso

4 commenti

Originals
9:41, 8 aprile 2021

Purtroppo le gomme fanno si che le gare diventato piu show che corse. Il manico conta meno, invece di spingere devi gestire, neanche questo ti garantisce il successo, e una lotteria. Moto da milioni si devono adattare a gomme da migliaia, questo non e risparmio e neanche competizione. Servirebbe la concorenza, ben gestita e regolata.

    voiedegarag_15199617
    12:08, 8 aprile 2021

    “moto da milioni si devono adattare a gomme da migliaia”
    Errore grossolano di valutazione. Le gomme, non fosse altro che per la loro logistica completamente climatizzata, impongono investimenti importanti.
    Inoltre se c’è un fornitore unico è per forza la moto che deve adattarsi alla gomma !

    Quello che secondo me la gente non capisce è che le Michelin vanno fin troppo veloci per un fornitore unico, quindi sono “appuntite” e difficili da gestire.
    E perché vanno così veloci ? Per non sfigurare con le Bridgestone nei tempi sul giro.

    Ma le Bridgestone erano così migliori ?
    Dopo almeno 15 anni di sviluppo speriamo di sì !
    Ma sopratutto erano in 16,5″, che è una soluzione migliore del 17″ (andare a vedere la 8h di Suzuka per farsi un’idea…). Michelin ha voluto correre in 17″ E essere competitiva coi tempi della Bridgestone dal 1° anno.
    E ci è riuscita, ma il prodotto è difficile da gestire.

    Mattia B.
    10:44, 8 aprile 2021

    poi arriva Marquez e di colpo le gomme vanno bene in ogni circuito. Come dice Suppo le gomme sono la scusa perfetta per i piloti un pò come la pubalgia per i calciatori, non puoi dimostrare il contrario.
    Di gomme nelle corse se ne parla da decenni mi ricordo che Cadalora riuscì in un caso unico a mettere due marche diverse sulla stessa moto: l’anteriore mi pare fosse Dunlop e la posteriore Michelin.
    Ma la cosa più bella che mi piace ricordare quando si parla di gomme fu la risposta di Troy a Valencia 2006 senza aver mai provato ne moto ne gomme. – ” Troy come le hai trovate le Bridgestone?” – ” tonde e nere come tutte le altre!”

      Makiland
      11:23, 8 aprile 2021

      Da sempre sono contrario alla gomma unica. Il fornitore fa quel che gli pare e i piloti soffrono di più, lo sviluppo è più lento o nullo e resta al fornitore e non fa esperienza per i restanti produttori di gomme per “tutti” A guadagnare denaro è uno solo, Dov’ è il vantaggio ?

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