Valentino Rossi e il suo staff

L’ora X di Valentino Rossi: la VR46 pronta al grande salto

Valentino Rossi potrebbe lasciare campo libero a Fabio Quartararo in Yamaha. Il nocciolo duro della VR46 collaudato per il cambio di categoria.

18 dicembre 2019 - 3:31

Cosa spinge Valentino Rossi a proseguire l’avventura in MotoGP fino alla soglia (e oltre) dei 40 anni? Il divertimento, la ‘paura’ di lasciare un mondo che ha vissuto intensamente per oltre un ventennio. A grandi livelli, vincendo 9 titoli, 115 vittorie (89 in 500/MotoGP, 14 in 250, 12 in 125) e 116 podi. Gli ultimi due podi a Río Hondo ed Austin, poi un vuoto che va a sommarsi a quello delle vittorie: l’ultima ad Assen nel 2017.

L’ultima stagione MotoGP ha regalato non poche delusioni al Dottore, troppo spesso ultimo dei quattro piloti Yamaha, vistosi superare persino da un rookie come Fabio Quartararo. Un astro nascente che lascia pensare ad un futuro raggiante, ma pur sempre un debuttante, capace di lasciarsi alle spalle il nove volte iridato. Vedersi superare in classifica da Maverick Viñales ci può stare, da un novellino no, per di più con una Yamaha satellite. Questione di stile di guida: il francese è saltato sul prototipo di Iwata senza un “retroterra storico”. Valentino Rossi, invece, ha vissuto l’evoluzione della M1 negli anni, dovendo continuamente cambiare approccio con il mutare delle regole, delle gomme, dell’elettronica, dei telai… Come si suol dire: l’allievo supera il maestro.

2020 ANNO CRUCIALE

Nel corso della 12 Ore del Golfo Valentino Rossi l’ha detto a chiare lettere: se non sarà competitivo nelle prime gare potrebbe dire addio alla MotoGP. Difficile dire quante gare occorreranno prima della decisione finale. I vertici di Iwata hanno fretta nel mettere nero su bianco sui contratti. Con un mercato piloti che scalpita già da mesi, il tempo è denaro e nel box griffato Monster ci sono tre big per due selle ufficiali. L’arrivo di David Muñoz dovrà apportare subito cambiamenti repentini in termini di assetto, su questo saranno fondamentali anche i due test ufficiali a Sepang e a Losail. Sei giornate per oliare gli ingranaggi e dare già una prima risposta sul giro secco, là dove Viñales e Quartararo fanno decisamente la differenza.

PASSAGGIO DI CONSEGNE IN YAMAHA

Nel 2019 il veterano di Tavullia ha vestito persino i panni di collaudatore provando delle componenti “rivoluzionarie”. Un doppio scarico e un forcellone in carbonio rivelatisi sterili e messi da parte dopo alcuni GP. Ha lavorato su un innovativo freno a pollice posteriore e sullo stile di guida, ma i risultati non sono arrivati. Il bilancio finale recita settimo posto finale e una delle peggiori stagioni in carriera insieme al campionato 2017, il primo con la Ducati. Pensare di prolungare la storia in MotoGP con risultati simili non è ammissibile. Valentino Rossi ne è ben consapevole. La scelta più logica e passare il testimone a ‘Fabietto’ Quartararo, cresciuto con il pesarese come punto di riferimento: “È il mio idolo perché quando ero piccolo e avevo sei anni, Marc non era ancora qui… Rossi stava già vincendo e mi ha insegnato tanto, è il mio idolo“.

IL TEAM VR46 PRONTO PER L’ENDURANCE

L’eventuale addio al Motomondiale non è da vedersi come una sconfitta, anzi. Valentino Rossi dimostra di essere una leggenda del motorsport a 360 gradi. Non solo riesce a competere ad alti livelli in classe regina, ma al primo vero esordio con le gare endurance a quattro ruote ha conquistato un podio. Per di più con due compagni di bordo alle prime armi. La sua presenza alla 12 Ore del Golfo non era casuale, da tempo il Dottore pensa alle competizioni automobilistiche come seconda parte della sua carriera. Ha collaudato il suo team di amici inseparabili in una categoria differente. Uccio, Alberto Tebaldi, il suo personal assistant Max Montanari, Gianluca Falcioni responsabile del design della VR46, gli addetti alla comunicazione Camilla Fratesi e Alen Bollini. Il nocciolo duro resta invariato, in qualunque momento arrivi il passaggio di categoria.

1 commento

lorenzoursan_14190819
14:00, 18 dicembre 2019

Ed il nocciolo duro di giornalisti, commentatori, opinionisti che fara? Seguirà quello che ormai è un campione mediatico nella sua nuova avventura? Io direi spazio ai giovani anche in questo caso: facce nuove, voci fresche, penne indipendenti….

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