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Dani Pedrosa: “La carriera? Perdi la gioventù, ma non mi pento di nulla”

Dani Pedrosa ricorda gli anni mondiali. E sul rapporto con la stampa: "Sono molto introverso: mi risultava difficile ciò che non era dare gas."

9 maggio 2020 - 18:36

Nella sua carriera è mancata l’ultima consacrazione, la corona nella categoria MotoGP, ma non si può negare che sia stata di successo. Dani Pedrosa rimane uno dei protagonisti dell’era moderna del Motomondiale e continua ad esserlo come collaudatore per KTM. La struttura austriaca ripone grande fiducia nel suo tester di lusso, che neanche due anni fa ha appeso il casco al chiodo come pilota a tutti gli effetti. C’è tempo ora per ripensare alla sua carriera, dagli inizi da adolescente al suo nuovo ruolo.

Da ricordare che una vita da pilota a livello mondiale richiede non pochi sacrifici. “Perdi un po’ la tua giovinezza” ha commentato Dani Pedrosa a Carreras Cruzadas. “Tra i 15 ed i 25 anni la gente comune si diverte, mentre tu non vivi come i ragazzi della tua età. Certamente ho avuto l’occasione di viaggiare e fare tante altre cose, ma non c’è stata la parte in cui esci, ti diverti, fai qualche progetto per il fine settimana. Tu come pilota dovevi rimanere concentrato, pensare agli allenamenti…”

Ma il tre volte iridato tra 125cc e 250cc non ha rimpianti in questo senso. “Non mi pento di nulla, è stata una scelta completamente mia. Certo però che lasci un po’ da parte la gioventù. Maturi più in fretta e smetti di ‘fare lo sciocco’ prima del tempo.” Una crescita che l’ha portato anche a relazionarsi con una stampa che l’ha comunque additato come ‘freddo e distaccato’. “All’inizio non te ne preoccupi, ma poi devi capire come gestire la cosa… Io sono una persona molto introversa: tutto quello che non era dare gas mi risultava più difficile” ha ammesso Pedrosa.

Essere un collaudatore ora sicuramente lo aiuta di più: meno pressione, meno contatti con la stampa, la possibilità di continuare nel suo mondo, ma con più tranquillità. Dopo 17 anni ininterrotti nel Motomondiale, tra risultati importanti e tanti infortuni, non è stato comunque facile dire stop. L’ultima gara poi è stata emozionante in questo senso. “Quando cominci non sai cosa succederà, quando finisci invece sì. È una decisione tua, che vivi in un altro modo: finire di fare ciò che ti piace di più al mondo… È stato difficile.”

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