Kouichi Tsuji

MotoGP, Yamaha: salta il presidente, la ristrutturazione continua

Kouichi Tsuji, presidente Yamaha Motor Racing, verrà sostituito da Hiroshi Ito. La rivoluzione ai vertici di Iwata continua dopo l'addio di Kouiji Tsuya.

18 settembre 2019 - 15:13

Ai vertici Yamaha prosegue il processo di ristrutturazione del reparto corse. Già a gennaio la casa di Iwata ha ufficializzato il nuovo project leader della MotoGP, Takahiro Sumi, che ha preso il posto Kouiji Tsuya. Il manager giapponese balzò alle cronache mondiali quando, al termine del GP d’Austria 2018, si scusò pubblicamente per le scarse presentazioni della M1. In quell’occasione Valentino Rossi e Maverick Vinales non riuscirono a piazzarsi neppure nelle prime dieci posizioni.

Adesso a fare le spese per gli errori del team negli ultimi anni è il presidente Yamaha Motor Racing Kouichi Tsuji, che verrà sostituito da Hiroshi Ito. A preannunciare il cambio di poltrona è Motorsport-Total.com, in attesa che Yamaha renda ufficiale la notizia. Tsuji è comparso per l’ultima volta nel paddock a Silverstone, salutando gli amici e i collaboratori più fedeli. Intanto l’innesto di Sumi sembra aver dato una decisa accelerazione all’evoluzione della M1, evidente soprattutto dopo la pausa estiva. Nuove soluzioni elettroniche e di ciclistica hanno reso possibile l’assalto al podio anche su tracciati tradizionalmente ostili (vedi Misano).

LA NUOVA FILOSOFIA YAMAHA

Inoltre Yamaha sembra più celermente orientata alla stagione successiva. Infatti nel test di Brno ha debuttato il primo embrione del prototipo 2020, su cui hanno continuato a lavorare nel test di Misano. Sarà un inverno particolarmente significativo per gli ingegneri di Iwata che dovranno garantire un motore più prestante a Rossi e Vinales. In una conferenza stampa a Spielberg, Sumi ha dichiarato: “La stagione dei disastri dello scorso anno è stata uno spartiacque. Prima di cambiare la moto abbiamo dovuto cambiare il nostro modo di pensare e il modo in cui sviluppiamo la moto. In sede Yamaha stanno cambiando le cose“.

Non solo in Giappone ma anche a Gerno di Lesmo, dove si lavora molto sull’elettronica. Se fino a qualche mese fa l’usura del posteriore causava problemi di grip nella seconda parte di gara, adesso le M1 riescono ad arrivare fino al traguardo senza troppi problemi. Merito di alcune nuove impostazioni di elettronica che hanno garantito un’accelerazione più fluida. E dall’ultimo test di Misano diverse nuove componenti hanno fatto l’esordio sulla Yamaha di Valentino Rossi. Inoltre, un altro cambiamento di filosofia è avvertibile all’interno del team Petronas, dove Franco Morbidelli ha in dote una terza moto factory, mentre Fabio Quartararo ha un prototipo per certi versi simili a quella ufficiale, seppur con un telaio di qualche anno fa e un motore leggermente ridotto.

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