di Eric Martin/paddock-gp
Bisogna riconoscere che, a differenza degli anni precedenti, il
primo test ufficiale MotoGP della stagione 2025 sul circuito di Barcellona-Catalunya non ci ha offerto novità vistose. I costruttori logicamente si sono riservati il meglio per lo Shakedown che si svolgerà a Sepang dal 31 gennaio al 2 febbraio.
Ciò però spiega come mai, su espressa richiesta, a Sepang le restrizioni anti-spionaggio verranno rafforzate molto seriamente. In sostanza, anche potranno valicare il cancello dell'autodromo, i media non saranno i benvenuti durante questi tre giorni. Due luoghi in particolare saranno loro completamente preclusi: la pitlane e la sala stampa.
Le regole media per lo Shakedown MotoGP
– I pass e l’accesso alle prove saranno gestiti da IRTA e Dorna.
– Sono validi i pass permanenti 2024
– L’accesso ai media è consentito solo nel paddock e sulle corsie di sicurezza.
– I media non saranno ammessi nella pit lane.
– Il media center non sarà aperto.
– È vietato filmare i piloti in pista durante lo Shakedown. Non saranno consentite riprese dalla strada di servizio o da qualsiasi altro luogo affacciato sulla pista o sulla pit lane.
– È vietato effettuare riprese all’interno del circuito durante i giorni dello shakedown.
– È vietato filmare o condurre interviste. Le uniche interviste consentite saranno quelle preventivamente programmate e concordate con il team/corridore.
– Le riprese durante lo Shakedown saranno consentite solo con l'approvazione del Dipartimento Media Commerciali. Una volta ottenuta l'autorizzazione, le uniche fotografie pubblicabili dovranno essere fatte esclusivamente nel paddock o nelle aree circostanti.
Tutto normale per i test ufficiali
Per quanto riguarda le successive prove che si svolgeranno a Sepang dal 5 al 7 febbraio, l'accesso ai media sarà aperto come un normale test, ovvero con sala stampa e pitlane accessibili.
Lo Shakedown MotoGP 2025 riunirà collaudatori, piloti ufficiali di Honda e Yamaha (Costruttori classificati D per Concessioni) ed esordienti, per un totale di 19 piloti con un programma molto fitto.
Il messaggio è quindi chiaro e perfettamente comprensibile: “Vogliamo lavorare in silenzio!”
Foto:
Lukasz Swiderek/Michelin Motorsport