MotoGP

MotoGP: Un positivo nel paddock, che succede? Il luminare “Si corre comunque”

Far partire la MotoGP non sarà un problema insuperabile. Ma che succede se nel paddock qualcuno si ammala? Il luminare della F.1 è sicuro: "Corriamo lo stesso"

5 maggio 2020 - 10:46

La MotoGP si sta preparando a tornare in pista, a porte chiuse. Allestire il calendario non sarà affatto un problema, male che vada il Mondiale si correrà interamente nella penisola iberica, dove ci sono cinque tracciati (Jerez, Barcellona, Aragon, Valencia e Portimao) di altissimo livello, e ciascuno può ospitare due GP, in week end diversi.  Nessuna quarantena obbligatoria, nè bisogno di negoziare particolari garanzie sanitarie con più Governi: basterà far arrivare le 1600 persone in Spagna a luglio, e tenerle lì fino a novembre.

Se si scoprisse un positivo?

Adesso la domanda è: che succede se nel paddock dovessero registrarsi uno o più casi di positività al Covid-19? Quesito lecito, perchè la F.1 a metà marzo era pronta ad accendere i motori a Melbourne, ma il venerdi – con il pubblico già in fila agli ingressi – il GP d’Australia venne cancellato perchè tre meccanici nel frattempo si erano ammalati. Lo stesso interrogativo gira nel mondo del calcio. Se c’è un positivo, si ferma tutto?

Il luminare: “Nessun problema, si corre lo stesso” 

Un parere autorevole arriva dal professor Gerard Saillant, la guida medica della FIA, la Federazione Internazionale dell’Auto). Un medico di grande fama, tra l’altro proprio a lui si è rivolta la famiglia Schumacher nel disperato tentativo di riportare Michael ad una parvenza di vita normale dopo l’incidente con gli sci del 2013. “In questo caso, a mio avviso, il GP non dovrà essere cancellato” è l’opinione di Saillant intervistato da L’Equipe, autorevole giornale sportivo francese. “Non chiudiamo certamente una metropolitana se scopriamo che c’è a bordo un passeggero positivo.  La situazione è cambiata rispetto a marzo in Australia. Abbiamo un dispositivo di test rapido per la conferma della diagnosi, siamo in grado di isolare e testare le persone che sono state in contatto con un caso positivo”. Liberty Media, promoter della F.1, proporrà alle 2 mila persone presenti nel paddock di dotarsi di una app in grado di tracciare i movimenti di chiunque. Sarà comunque su base volontaria.

Meno Paesi, meno problemi 

La F.1 annuncerà il calendario d’emergenza a breve. Dalle indiscrezioni pare che in Europa ci saranno solo tre tappe: Austria (Zeltweg), Regno Unito (Silverstone) e Ungheria (Budapest). Poi, nei piani di Liberty, il Mondiale volerà ad Oriente: la speranza del promoter è che gran parte dei GP di fine stagione, fra ottobre e dicembre, si possano addirittura correre con il pubblico. Saillant è  scettico. “Oggi il governo di Singapore, per esempio, costringerebbe l’intero paddock a stare due settimane in quarantena. Nei primi tempi sarebbe utile restare nella stessa zona, per sfruttare maggiore facilità di spostamento.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

MotoGP, Fabio Quartararo

MotoGP, Quartararo: “Rossi e Lorenzo i miei modelli”

motogp

Elvio Deganello, ancora grave l’ingegnere Suzuki MotoGP dopo l’incidente MX

MotoGP, Jack Miller

MotoGP, Jack Miller: “Grazie Pramac, ma il 2020 non è ancora finito”