MotoGP Razlan Razali

MotoGP, Razlan Razali guarda altre strade? “La porta è sempre aperta”

Il boss del team Petronas sogna per la stagione 2021 con Valentino Rossi e Franco Morbidelli, ma non nasconde anche di avere pensato ad altro oltre Yamaha

1 marzo 2021 - 13:51

Petronas SRT e Razlan Razali sognano in grande dopo una stagione 2020 di MotoGP chiusa in 2° posizione mondiale con Franco Morbidelli. Quella che verrà sarà una stagione importante per il team malese, chiamato a confermare le grandi prestazioni fornite in questi due anni e ad accogliere nel box una figura come quella di Valentino Rossi. Come accaduto lo scorso anno, però, Petronas sarà costretta ad affidare una moto ‘vecchia’ a Morbidelli, pur essendo stato il pilota di punta Yamaha nello scorso campionato.

“La situazione economica non ci ha permesso di far sì che Franco avesse la stessa moto degli altri”, asserisce Razali con rammarico. Il boss malese prosegue: “Questo non significa che mancherà il supporto: Morbidelli ha avuto aggiornamenti durante il 2020 e ci saranno anche quest’anno”. Razlan si prepara inoltre ad accogliere Valentino Rossi: “Non vogliamo concentrare i nostri sforzi su un pilota solo, ma può portare stabilità e performance alla squadra. Sapevamo di avere un bel pilota in Morbidelli e poi durante la pandemia l’opzione di avere Rossi in squadra è diventata sempre più attraente fino a diventare la principale”.

Petronas dovrà dunque gestire un box con due piloti… amici: “Hanno una bella relazione, si allenano insieme e credo che questa situazione sia ideale. Non dovremo mettere muri tra di loro ed entrambi rimarranno in ottimi rapporti anche nei momenti in cui ci saranno dei materiali che l’altro non avrà”. La speranza è quella di mantenere la competitività, pur con moto diverse: “Spero che abbiano identificato i problemi della Yamaha 2020, che ha comunque vinto quattro gare con Vinales e Quartararo. Eppoi ci sarà Franco che si sente bene con la sua moto, sarà il 3° anno che la guiderà e ogni anno è riuscito a migliorare e fare un bello step”.

“Il mondiale non è impossibile”

Dopo avere chiuso il 2020 da vicecampione, nel 2021 Razali sogna in grande: “Credo che potremo dire la nostra per il campionato. Franco è già stato campione del mondo, sa come si gestisce quel tipo di pressione ed è un pilota maturo”. Il manager malese evidenza i progressi di Morbidelli: “La reazione di Franco dopo le prime due vittorie di Quartararo si è vista, ha elevato il suo livello. Sa cosa serve per migliorare ed essere migliore, sa che il mondiale non è impossibile. Ho fiducia sul fatto che penserà a vincere il campionato”.

Razlan continua poi a parlare di Morbidelli, elogiandolo su altri aspetti: “È come un’artista, è un piacere parlare con lui! Ha ottime visioni su tante cose, non solo sul motorsport, è davvero un ragazzo fantastico. In pista, poi, diventa aggressivo come tutti gli altri e va forte”. Sul lato umano invece ancora non ha conosciuto bene Valentino Rossi: “Ancora non lo conosco bene personalmente, abbiamo avuto degli incontri lo scorso anno. Non ho avuto il privilegio di sedermi per una cena con lui, per fare un esempio. Sono sicuro che ci sarà modo quest’anno, non vedo l’ora di scoprire come si svilupperà la nostra relazione”.

Sicuramente l’arrivo di Rossi ha suscitato intanto grande clamore proprio in Malesia, sede del team. “Nel nostro paese c’è una passione travolgente e ci sono un sacco di fans di Valentino”, commenta Razali. Razlan racconta poi degli aneddoti riguardo Sepang: “Quando gestivo il circuito c’erano tribune dedicate solo a Valentino. Il fatto che adesso faccia parte di una squadra malese è eccitante e sarà eccezionale per i tifosi della Malesia. Sarebbe bellissimo per questo riuscire a correre a Sepang ad ottobre”.

“Odio essere definito team indipendente o satellite”

Quella di Valentino Rossi sarà però l’ultima stagione in MotoGP? “Guarderemo gara per gara, sicuramente per tutti i piloti le prime sei/sette sono importanti. Valentino ha esperienza e saprà valutarsi bene”. Il boss malese parla poi della relazione con Yamaha: “Vogliamo gli aggiornamenti il prima possibile e stiamo parlando per un’estensione del contratto sia con la casa di Iwata che don Corna. Ad ogni modo il supporto che ci hanno fornito in questi anni è stato fantastico”.

Razali vorrebbe tuttavia qualcosa di diverso: “Odio essere chiamati squadra indipendente o satellite. Spero che presto potremo finalizzare una collaborazione con Yamaha in modo da non essere più definiti in questo modo. Il nostro obiettivo è aiutare il più possibile i piloti e che rimangano in questa famiglia”. Ovviamente però il modo di lavorare rispetto al team factory è un po’ diverso: “Il nostro approccio è differente. Ci sono persone di esperienza e altre che come me lavorano da poco in MotoGP”.

Il boss del team Petronas non nasconde poi di avere parlato con altre case: “Abbiamo ascoltato varie proposte, la nostra porta è sempre aperta per tutte le soluzioni. La nostra volontà è continuare con Yamaha, senza il loro supporto non saremmo riusciti a conquistare certi risultati”. Allo stesso tempo non chiude la porta ad una eventuale collaborazione con la VR46: “Accoglieremo ogni occasione che arriverà, ma la cosa più importante sarà capire la volontà del nostro partner principale, che è Petronas. Dovremo aspettare e vedere cosa succederà”.

Moto2 e Moto3: gli obiettivi non cambiano!

Razlan Razali parla poi dell’impegno in Moto2 e Moto3: “Sono piattaforme importanti per migliorare anche in MotoGP e per sviluppare quel settore. Mi aspetto tanto da Xavi Vierge in Moto2 dopo tanti anni di militanza in questa categoria molto competitiva. Ci aspettiamo podi sia da lui che da Jake Dixon, che ci ha sorpreso in positivo. Purtroppo ha avuto un infortunio alla fine dell’anno, ma tornerà più forte di prima”.

Nella categoria leggera si sogna in grande: “McPhee sarà al suo ultimo anno per limiti di età, quindi sarà interessante vedere come si comporterà. Ha tutte le carte in regola per giocarsi il titolo, è un pilota veloce. Insieme a lui avremo Darryn Binder, che secondo me spingerà tutti al limite dato che anche la sua intenzione è di salire in Moto2. Sulla carta potremo lottare per il mondiale sia con Binder che con McPhee”

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