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MotoGP, la storia: quando il GP di Spagna si disputava a Montjuïc

Attualmente il Motomondiale corre su più di un tracciato spagnolo. All'inizio però si correva sul Circuito di Montjuïc. Ripercorriamo quel periodo.

14 gennaio 2021 - 17:56

Attualmente, lo sappiamo, sono vari i tracciati spagnoli che ospitano il Motomondiale. Parliamo di Jerez, Barcellona, Aragón e Valencia, da anni tappe insostituibili in calendario. Non tutti si ricordano però che all’inizio della storia di questo campionato il Gran Premio di Spagna si disputava sul Circuito di Montjuïc, ormai non più in uso. Ripercorriamo il periodo in cui questo tracciato ospitava una tappa del Mondiale.

LA NASCITA 

La sua inaugurazione risale al 1932, ma già ben prima abbiamo notizia di alcune gare in zona, seppur a quattro ruote. Si tratta di un circuito cittadino semipermanente che era stato realizzato sulla collina omonima presente a Barcellona. La sua lunghezza totale (finale) era di 3790 metri, con 12 curve, una ‘pista mista’ a causa di una prima parte più lenta seguita dalla seconda più rapida. Una bella sfida, a cui aggiungere il fatto che il circuito veniva percorso in senso antiorario. A partire dagli anni ’50 abbiamo a referto svariati Gran Premi di Spagna sulle due ruote, 17 di questi validi per il Motomondiale. Da ricordare qualche lavoro nel biennio 1951-1952, in particolare la distinzione in due tracciati differenti: uno di oltre 6 km, l’altro di circa 4 km. Su quest’ultimo correvano le due ruote, una distanza poi ridotta fino ad arrivare a quella citata in precedenza. Negli anni ’70 inizia l’alternanza con Jarama, che poi disputerà ininterrottamente l’evento fino al passaggio all’attuale Jerez.

GLI ANNI ’50 

Il primo evento motociclistico risale al 1950, ma la prima edizione valida per il Mondiale sarà quella dell’anno successivo. Quattro le categorie in azione, brillano il tricolore e la bandiera del Regno Unito per quanto riguarda i vincitori. Infatti in 125cc arriva la prima vittoria di Guido Leoni, segue Tommy Wood in trionfo in 350cc, mentre Umberto Masetti mette a referto il successo in classe regina. Per finire, la gara sidecar viene vinta dall’equipaggio formato da Eric Oliver e Lorenzo Dobelli. Si va avanti ininterrottamente fino al 1955. In 125cc continuano le vittorie italiane, nell’ordine Emilio Medogni, Angelo Copeta e Tarquinio Provini (con una moto di serie, la Mondial 125 Monoalbero).

Nel ’55 trionfa lo svizzero Luigi Taveri (è la sua prima vittoria). Nel 1953 registriamo l’esordio della 250cc a Montjuïc con successo di Enrico Lorenzetti, mentre in 500cc seguono le vittorie dei britannici Leslie Graham, Fergus Anderson (il primo ad aver vinto in 250, 350 e 500 nella stessa stagione), Dickie Dale, più l’irlandese Reg Armstrong. Solo altre due edizioni sidecar in questo periodo: nel ’52 nuova vittoria della coppia Oliver-Dobelli, nel ’55 trionfano per la prima volta i tedeschi Faust-Remmert.

GLI ANNI ’60

Segue un periodo di GP non validi per il Motomondiale. Nel 1961 l’evento rientra in calendario, rimanendoci ininterrottamente fino al 1968. Presenti in tutte le edizioni le categorie 125cc e 250cc, un solo GP per 350cc e 500cc, sette per la 50cc e sei per i sidecar. Partiamo dalla classe minore, in cui non si registrano trionfi italiani. Nel periodo ’62-’68 registriamo in particolare ben cinque centri di Hans-Georg Anscheidt. Non troviamo il tricolore in alto nemmeno in 125cc: c’è la prima vittoria Honda grazie a Tom Phillis nel 1961, più il primo successo di uno spagnolo nel ’68, Salvador Cañellas. Aggiungiamo due vittorie a testa per Luigi Taveri e Bill Ivy.

In 250cc notevole il successo del ’61 di Gary Hocking, iscrittosi proprio all’ultimo minuto. Sottolineiamo poi due vittorie per Tarquinio Provini (che potevano essere tre, senza la caduta all’ultimo giro nel ’65…), tre invece per Phil Read. L’unica edizione degli anni ’60 in 350cc e 500cc porta il nome di Giacomo Agostini, mentre in sidecar trionfano solo equipaggi tedeschi, più uno svizzero-tedesco. Da segnalare nel ’67 una classifica con solamente cinque equipaggi al traguardo su 12 partenti.

LE ULTIME EDIZIONI 

Dal 1969 comincia l’alternanza con il circuito di Jarama. Non erano mancate negli anni varie lamentele riguardo la pericolosità della pista catalana, soprattutto per la presenza dei guard-rail. Di conseguenza negli anni ’70 registriamo solamente quattro Gran Premi per quanto riguarda il Motomondiale, con cinque categorie attive. Nel 1970 il neo acquisto MV Agusta Angelo Bergamonti trionfa in 500cc ed in 350cc, in 250cc vince Kent Andersson, mentre parlano spagnolo le classi 125cc e 50cc grazie ad Angel Nieto ed a Salvador Cañellas. Andiamo avanti di due anni, con le assenze per protesta di Agostini, Saarinen e Read, mentre la sola vittoria italiana arriva in 250cc con Renzo Pasolini. Non dimentichiamo Nieto campione 125cc in questa occasione.

Nell’edizione del 1974 purtroppo registriamo un fatale incidente durante la gara 250cc. Nel corso del 21° giro il pilota francese Bernard Fau è protagonista di una brutta caduta. Un pompiere, entrato in pista per raccogliere i detriti, venne poi investito da Takazumi Katayama: inutili i soccorsi. Tra le gare successive, dominio Kreidler in 50cc, mentre in 350cc trionfa l’ex campione del mondo di sci nautico Víctor Palomo. Passiamo poi al 1976: due vittorie italiane, precisamente un imbattibile Pier Paolo Bianchi in 125cc e Gianfranco Bonera in 250cc. Prima vittoria mondiale per il sudafricano Kork Ballington (350cc), Nieto in trionfo in 50cc.

L’EPILOGO

L’anno 1976 è anche l’ultimo in cui il Campionato del Mondo è di scena a Montjuïc. Nell’anno successivo infatti il GP di Spagna va definitivamente a Jarama e questo circuito esce dal calendario del Motomondiale. Ci saranno però altre corse, nello specifico la 24 horas de Montjuïc, una corsa di resistenza disputata costantemente dal 1955 al 1986. Dal 1960 al 1982 infatti era diventata un appuntamento del Campionato Mondiale Endurance, fino ai boicottaggi delle squadre. Per quanto riguarda questa competizione, segnaliamo la vittoria nel 1971 del duo Augusto Brettoni-Sergio Angiolini con la Laverda SFC750. Un successo che Brettoni ripete nel 1978, stavolta affiancato da Peter Davies, con la Laverda 500. Fino al 1986 però si continua a disputare la 24 ore, prima di un grave incidente che segna l’addio delle corse motociclistiche su questo tracciato.

Foto: J.Segura/motoguapa.com

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