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MotoGP, la storia: il Team Agostini, un’impresa da tre mondiali

Conosciamo tutti il nome di Giacomo Agostini. Ma vi ricordate anche della sua squadra e dei tre titoli mondiali vinti con Eddie Lawson? La sua storia.

30 dicembre 2020 - 18:07

Non esiste appassionato di due ruote (e non solo) che non conosca il nome di Giacomo Agostini. Ma vi ricordate anche della sua squadra? Ebbene sì: conclusa la sua fenomenale carriera, il pluricampione italiano aveva messo in piedi una struttura per competere nel Campionato del Mondo. Un’avventura da team manager tra 500cc e 250cc, iniziata negli anni ’80 e conclusa a metà degli anni ’90, ma con grandi soddisfazioni. Vi raccontiamo la sua storia.

L’ESORDIO MONDIALE

Giacomo Agostini chiude con l’attività agonistica nel 1977, con il 6° posto iridato 500cc ed il 18° in 350cc. Ma non passa molto tempo prima di rivederlo nuovamente nel Motomondiale, seppur in altre vesti. Nel 1982 infatti ecco il debutto del Team Agostini, con moto Yamaha e Graeme Crosby per competere in classe regina. Non manca qualche infortunio per il pilota neozelandese nel corso dell’anno, ma è una stagione d’esordio niente male: in 11 gare ottiene cinque podi che gli valgono la seconda piazza iridata nella categoria. Una prima annata decisamente positiva, che convince Agostini ed il suo team a continuare in questa impresa, con risultati in crescendo.

1984, IL PRIMO TITOLO

Nel 1983, secondo anno mondiale per la squadra, i piloti diventano due, ovvero Kenny Roberts e l’esordiente Eddie Lawson. Grazie all’esperto pilota statunitense, già tre volte campione del mondo, arrivano le prime vittorie: nello specifico sono ben sei, più altri tre secondi posti nelle 12 gare disputate, che valgono nuovamente il vice-campionato al Team Agostini. Niente male nemmeno Lawson, che mette a referto quattro podi e chiude 4° in classifica piloti.

Quest’ultimo viene confermato per la stagione successiva (suo compagno di box è Virginio Ferrari), e ripaga la fiducia della squadra assicurandosi il titolo 500cc con quattro successi e nove podi, più due pole e tre giri veloci in gara. È il primo iride per la struttura del pluricampione italiano. Nel 1985 si accende la lotta tra Lawson e Spencer (Honda), con quest’ultimo che vince il campionato davanti al confermatissimo alfiere del Team Agostini (affiancato stavolta da Raymond Roche), ancora grande protagonista con tre vittorie e nove podi.

PIU’ PILOTI ED ALTRI DUE IRIDI

Siamo al 1986 ed il Team Agostini raddoppia la sua presenza mondiale, schierando quattro piloti al via tra 500cc e 250cc. Nello specifico, Eddie Lawson e Robert McElnea in classe regina, Martin Wimmer e Tadahiko Taira nella quarto di litro. I risultati migliori arrivano nella prima categoria: brilla nuovamente Lawson, che si assicura la seconda corona iridata con sette vittorie e 10 podi in totale, mentre il compagno di box chiude 5° in campionato. In 250cc, Wimmer è 6° in classifica piloti con due podi, mentre Taira è 9°, ma con la prima vittoria a referto per la squadra in questa categoria.

Impegno ancora maggiore l’anno successivo: tre ragazzi in classe regina (Lawson, McElnea ed il promosso Taira), due in 250cc (Wimmer e Cadalora, esordiente nella categoria). Ancora in evidenza il due volte campione: a referto cinque vittorie e dodici podi che valgono la terza piazza iridata, mentre il debuttante giapponese è 5° con un podio e McElnea è 10°. In 250cc Cadalora è 7° con tre podi come risultati di rilievo, davanti a Wimmer (un successo e tre podi). Il 1988 (con tre piloti in totale) è l’anno del terzo iride dell’accoppiata Eddie Lawson-Team Agostini, con sette vittorie e 12 podi. In 250cc, Luca Cadalora mette a referto le sue prime due vittorie, più altri tre podi che valgono il 6° posto iridato.

LA FLESSIONE 

Nel 1989, con Lawson passato a Honda, il Team Agostini ingaggia Freddie Spencer e Niall Mackenzie per competere in classe regina, mentre in 250cc conferma ancora Luca Cadalora. Ma i guai fisici continuano ad affliggere “Fast Freddie”, che non va oltre il 16° posto iridato, mentre il compagno di box chiude 7° con un podio a referto. Le maggiori soddisfazioni arrivano nella quarto di litro, con Cadalora che ottiene due vittorie, cinque podi ed il 5° posto iridato.

L’anno successivo il supporto ufficiale da Yamaha va solo al Team Roberts, che aveva ottenuto risultati nettamente migliori. Agostini quindi saluta la classe regina e schiera due moto in 250cc, affidate al confermato Cadalora e ad Alex Crivillé: l’italiano è 3° con tre vittorie e sette podi, lo spagnolo invece chiude 13°. Il rapporto con Yamaha è sempre più difficoltoso: il 1991 è l’ultimo anno insieme, con una TZ-M per Paolo Casoli nella classe di mezzo, 10° iridato a fine stagione.

RITORNO IN CLASSE REGINA CON CAGIVA

Nel 1992 si rivede la struttura del pluricampione italiano in classe regina: ora si chiama Cagiva Team Agostini, grazie alla collaborazione con il marchio di Varese. Riecco anche Eddie Lawson, tre volte iridato con questa squadra, che porta al costruttore tricolore la prima pole position (GP d’Olanda) e la prima vittoria (GP d’Ungheria). Senza dimenticare che al TT Circuit Assen era arrivato il primo podio col secondo pilota della squadra, Alex Barros. Doppio cambio l’anno successivo: arrivano Doug Chandler e Mat Mladin (esordiente in 500cc). I risultati però non sono esaltanti, visto l’unico podio ad opera dello statunitense.

Brilla invece John Kocinski, parte del Team Agostini solo per gli ultimi quattro Gran Premi stagionali: da segnalare una vittoria, una pole position ed un giro veloce in gara, più due quarti posti ed un ritiro. Questo gli permette di chiudere 11° iridato, dietro a Chandler e davanti a Mladin (13°). Risultati che valgono allo statunitense la conferma nel 1994, non tradendo le aspettative: è 3° iridato grazie ad una vittoria e sette podi, più tre pole ed un giro veloce. Il compagno di box, il confermato Chandler, mette a referto un solo podio in Argentina.

L’EPILOGO

La collaborazione con Cagiva di interrompe a fine 1994, quando il marchio lombardo decide di lasciare il Motomondiale. Agostini quindi non può più contare su un supporto ufficiale, ma nonostante le difficoltà è ancora al via. Troviamo la squadra in 250cc, con Doriano Romboni in sella ad una Honda NSR 250. L’italiano si fa comunque vedere, mettendo a referto una vittoria ed altri due piazzamenti sul podio. Questa però è la fine: nel 1996 non c’è nessun Team Agostini al via, decretando quindi la fine di questo periodo da team manager per il campionissimo.

Foto: daidegas.it

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