MotoGP, contatto Diggia-Martin: il racconto shock

MotoGP
lunedì, 14 aprile 2025 alle 13:30
fabio di giannantonio
Una domenica da dimenticare per Fabio Di Giannantonio in Qatar. Il pilota capitolino del team VR46 è stato coinvolto in due brutte situazioni durante il Gran Premio di MotoGP. Prima un contatto con il collega di marca Alex Marquez che lo ha relegato nelle ultime posizioni. Più tardi, si è trovato subito dietro Jorge Martin e, quando il campione del mondo è caduto, non è riuscito a evitarlo e l'ha quasi travolto con la sua Desmosedici GP25.

Il contatto con Alex Marquez

'Diggia' scattava dalla quinta posizione sulla griglia di Losail, poteva essere un'occasione ghiotta per puntare al secondo podio stagionale dopo quello in Texas. "Ma alcuni eventi hanno distrutto i nostri piani", ha commentato al termine della gara. Ha chiuso 16° e poteva andare molto peggio. Allo spegnimento dei semafori ha intoppato con la Ducati di Alex Marquez. "Certamente non l'ha fatto apposta, è stato un errore, ma in un Mondiale MotoGP questo tipo di errori sono un po' al limite. Sono accettabili in Moto3, forse in Moto2, forse anche per un rookie in classe regina... Però tra piloti del nostro livello dobbiamo cercare di evitare questo tipo di situazioni, perché sono pericolose".

Una sanzione troppo soft

Fortunatamente è rimasto in sella alla moto Fabio Di Giannantonio, perché in fase di partenza la caduta avrebbe potuto avere conseguenze tremende. "Se fossi caduto, forse non sarei qui a parlare con i giornalisti, ma sarei al centro medico per un esame, perché a quel punto si viaggia a oltre 200 km/h e bisogna essere estremamente consapevoli. Non voglio commentare l'incidente in sé, ma in futuro mi piacerebbe che un errore come questo, che distrugge la gara di un altro pilota , non venisse semplicemente penalizzato con un Long Lap Penalty. Perché io ho perso non so quanti punti, mentre lui è riuscito a finire settimo. Sono un pilota, non uno steward, ma dovrebbero sicuramente essere un po' più severi".

L'incidente di Jorge Martin

Le sventure per il pilota VR46 non sono finite qui. A nove giri dal traguardo, alla curva 12, il campione MotoGP Jorge Martin, ritornato in pista dopo oltre due mesi di assenza, è finito sull'asfalto. Di Giannantonio si trovava proprio dietro al pilota dell'Aprilia al momento della caduta: "Siamo stati fortunati oggi. Lui era davanti a me ed è andato un po' lontano. Ero troppo vicino per provare a superarlo e, quando siamo caduti, il suo corpo era proprio davanti alla mia moto, in un punto in cui andavamo a quasi 200 km/h".
La Direzione Gara non ha optato per la bandiera rossa, in tv si sono vissuti attimi di panico. "Ho continuato a spingere per tutta la gara, ma non riuscivo a smettere di pensare a lui perché avevo paura. Ecco perché mi sono fermato proprio davanti al suo box al termine della gara. Volevo che la sua squadra mi dicesse come stava. Mi hanno detto che stava bene e che questa era la parte migliore della giornata". Jorge Martin ha riportato fratture multiple e un pneumotorace e dovrà restare sotto osservazione all'Hamad International Hospital per alcuni giorni prima di tornare nel Vecchio Continente.
Foto VR46

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