MotoGP, Cal Crutchlow

MotoGP, Cal Crutchlow: “Non mi piace seguire le regole”

Cal Crutchlow si toglie i panni del pilota MotoGP per indossare quelli del collaudatore. "Gli aspetti politici non mi mancheranno affatto".

7 dicembre 2020 - 14:31

Dopo dieci anni in MotoGP, Cal Crutchlow sarà solo un collaudatore Yamaha dal 2021. Tra i motivi che lo hanno portato a dire addio alla carriera di pilota non solo l’età e i risultati che cominciavano a latitare. Ma anche il richiamo della famiglia, la moglie Lucy e la figlia Willow, che finalmente può godersi a tempo pieno, o quasi. Perché il ruolo di tester lo costringerà a test privati e ufficiali e probabilmente a due o tre wild card in sella alla YZR-M1. Quasi tutti i Gran Premi però li guarderà comodamente in TV da casa. “Non vedo l’ora di guardare le gare da casa e di non esserci. Non devo più preoccuparmi di tutto lo stress, la preparazione e il viaggio. Sembra che me ne stia lamentando. Ma quando si invecchia, è così“.

Crutchlow chiude in fase calante

Il 35enne di Coventry chiude dopo sei anni in Honda e con il peggior piazzamento in carriera (18°). Lascia il suo mondo professionale in piena fase calante. “Non riesco più a tenere il passo a questo livello. È così semplice. Sono ancora veloce, ma per come è andato quest’anno, ho capito che voglio essere a casa“. Presto sentirà ancora più forte la mancanza del paddock della MotoGP e gli amici Jack Miller e Sam Lowes. “Mi mancheranno le corse. E mi mancheranno sicuramente i miei amici. Ho corso per così tanto tempo, mi mancherà quello spirito competitivo. Ma forse lo userò da qualche altra parte“, ha aggiunto Cal Crutchlow a Speedweek.com. Nella famiglia e nel lavoro di collaudatore Yamaha.

Cal in pensione con meno stress

Ci sono poi gli aspetti “politici” che sicuramente non rimpiangerà, oltre allo stress dei risultati e i viaggi frenetici da un capo all’altro del mondo. “Quello che non mi mancherà necessariamente sono alcune cose. Ed è per questo che ho preso la mia decisione: viaggiare, gli aspetti politici delle corse… ci ho lottato a lungo e l’ho gestita come meglio potevo. Ma non puoi gestire cosa sta succedendo tra i produttori, quali regole ci sono e tutte queste cose. Non mi mancherà questa parte. O forse semplicemente non mi piace seguire le regole“. Fortunatamente la MotoGP ha ancora un dna sportivo secondo Crutchlow. “Le corse sono ancora uno sport. Ma ovviamente è anche un business: siamo nel settore dell’intrattenimento. Riguarda se vuoi affrontarlo o meno. E penso che questo è uno dei motivi per cui ho smesso“.

Foto: Getty Images

1 commento

fzanellat_12215005
15:36, 7 dicembre 2020

Gran bel personaggio Cal Crutchlow.
Non ha mai nascosto i suoi pensieri e la
sincerità va apprezzata.
Negli anni migliori era il miglior pilota satellite
dell’intera Motogp.
Altri piloti meno ambiziosi avrebbero scelto
di rimanere in Sbk ed essere vincenti( o lottare).
Cal non si è accontentato e ha riportato gli
inglesi a vincere in top class, dopo un certo
Barry Sheene.

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