MotoGP, Andrea Dovizioso si arrende: “Non abbiamo carte da giocare”

8° posto in gara per Andrea Dovizioso: il pilota della Ducati non è escluso dal titolo, ma è un’impresa quasi possibile. E c’è lo spettro del Covid-19..

8 novembre 2020 - 18:05

L’aritmetica ancora non esclude Andrea Dovizioso dalla lotta per il titolo ma la realtà dice ben altro. A Valencia continuano i problemi di feeling tra Dovi e la Ducati nonostante una gara dove ci sono comunque alcuni lati positivi. Tra queste l’essere riusciti a concludere la corsa senza problemi nonostante alcuni malanni di stagione che avrebbero potuto compromettere il Gran Premio di Andrea Dovizioso.

“Non è andata male, anche perché non mi sentivo bene prima della gara”, esordisce Dovizioso. “Non avevo delle belle sensazioni, invece sono riuscito a concludere la gara senza problemi e la velocità con gomme usate non era così cattiva. Sono stato in grado di guidare in modo diverso ed essere velocemente quando lo pneumatico è calato”.

Viene subito da chiedersi se ci sia l’ombra del Covid-19: “Venerdì e sabato avevo un po’ di mal di testa, mi bruciavano gli occhi, ma era roba leggera. Oggi invece 30 minuti prima della gara è stato tutto più forte e ho pensato che sarebbe finita male. Domani farò il test e vedremo, ma i sintomi non sembrano quelli del Coronavirus”. Andrea, nonostante tutto, non perde l’occasione per scherzare: “Ho fatto anche l’antidoping, magari da lì vedranno qualcosa di più (risata). A parte gli scherzi, speriamo di non avere niente o semplicemente di essersi presi una influenza normale”.

Tornando alla gara, Dovizioso cerca di guardare il bicchiere mezzo pieno: Con le gomme nuove non riesco ad essere rapido, ma il finale non è stato così male anche se Binder mi ha superato. Brad ne aveva semplicemente di più e me lo ha dimostrato. In quel momento stavo facendo un po’ di fatica, così come Zarco e Miller”. Servirà portare quanto di buono trovato oggi per la prossima settimana: “Tra sette giorni sarà tutto completamente diverso, ciascuno avrà un intero weekend per lavorare. Di solito la seconda gara per noi sullo stesso circuito non è buona, ma il nostro finale è stato positivo e cercheremo di fare un piccolo step per la corsa successiva”.

Andrea Dovizioso: “La matematica non ci condanna, ma cambia poco”

Il distacco da Joan Mir, leader del mondiale, adesso è di 45 punti: “Non è bello essere fuori dal campionato, ma non abbiamo nessuna carta da giocare in nessuna condizione. È tutto difficile e complicato, non volevo concludere in questo modo ma ci sono tante ragioni per cui è successo. Ci ho provato e questo è quanto. Abbiamo fatto il massimo e anche gli altri hanno spinto al 100%”. Una sorta di bandiera bianca dichiarata ufficialmente: “La matematica non ci condanna, ma cambia poco”.

Rimane caldo il tema delle gomme, specie dopo le parole di Davide Brivio: “Lui ha detto che per Suzuki non è cambiato molto? Mi sembra impossibile, visto che bisogna guidare in modo diverso. Secondo me loro non hanno percepito tutto questo cambiamento perché è stato un vantaggio, quando non lo è si sente di più la differenza. Questi pneumatici cambiano tutto, per chiunque. Con queste gomme non posso predire come andrà la prossima stagione, ma sicuramente Suzuki e i loro piloti sono il presente. Sono competitivi, soprattutto in gara, porteranno quanto di buono fatto vedere in questo 2020 anche nel futuro”.

Covid-19 permettendo rimangono due gare da disputare e qualcosa per cui lottare: “Quando si hanno poche armi a disposizione si fa fatica ad essere euforici, ma tra il 2° in classifica mondiale e il 6° non siamo così lontani. Giochiamocela fino alla fine: se il titolo non dovesse essere possibile non disdegnerei una 2° o una 3° posizione. Non è facile, ma dobbiamo provarci!”

 

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