Moto3, Pawi ed un dito amputato. Quanti precedenti nelle due ruote

Khairul Idham Pawi, un dito infortunato ed un lungo calvario che ha portato all'amputazione. Tanti i precedenti simili nelle due ruote.

1 settembre 2020 - 7:40

Il 2019 è stato piuttosto difficile per Khairul Idham Pawi, lo stesso si sta rivelando anche il 2020. Il motivo è uno solo: problematici infortuni al dito mignolo della mano destra, già parzialmente amputato. L’anno scorso il giovane pilota malese ha saltato quasi completamente la stagione Moto2 per questo, ma una nuova lesione avvenuta nel corso del fine settimana a Brno sta complicando anche il suo ritorno in Moto3. Di qui la scelta drastica: l’amputazione nel corso del terzo intervento a cui si dovuto sottoporre in neanche due anni.

In questa storia postata dallo stesso pilota Petronas sul suo profilo instagram possiamo vedere le condizioni attuali della sua mano. “Il mio dito stava bene dopo il recupero dell’anno scorso” ha spiegato KIP. “Quando però sono caduto a Brno si è rotto di nuovo. Ho discusso a lungo con la squadra prima di decidere: sapevo che se l’avessi tenuto si sarebbe rotto ancora non appena fosse successo qualcosa. Non avevo scelta: l’amputazione del dito è stata una decisione difficile, ma necessaria per il mio futuro.”

L’intervento è avvenuto con successo il 25 agosto: in seguito Pawi è tornato ad allenarsi soprattutto in bicicletta sulle strade in Andorra. Assieme a lui anche colleghi del Motomondiale come Jack Miller e Xavi Vierge. Una ripartenza con un’unica speranza: “Mi auguro che non ci siano più problemi alle dita, in modo da potermi concentrare ora solo sulle corse. Dovrò continuare i controlli medici, ma spero di riuscire ad essere pronto per Misano.”

HOPKINS, BAYLISS, LORENZO… QUANTI PRECEDENTI

Non il primo che è dovuto ricorrere a questa misura estrema. Per fare qualche esempio, citiamo John Hopkins: una lunga serie di interventi non aveva risolto i tanti, troppi problemi accusati all’anulare destro. Di qui la decisione dell’ora ex pilota americano di ricorrere all’amputazione. O ricordiamo Troy Bayliss, che si fece tagliare il mignolo della mano destra per disputare la seconda manche Superbike a Donington Park nel 2007. Tra le leggende abbiamo anche Barry Sheene, tornato a vincere dopo aver perso il mignolo della mano destra nel 1980.

Più recente, non si dimentica l’incidente di Jorge Lorenzo nel warm up a Phillip Island 2011. Una caduta che sembrava innocua, ma una volta tolto il guanto ecco diventare chiaro il distacco della falange dell’anulare sinistro. Ma abbiamo anche un altro esempio ancora più recente, risalente al 2017: protagonista Alex Baldolini nel round del Mondiale Supersport a Misano. La mano sinistra è sfortunatamente rimasta sotto la sua MV Agusta dopo un violento highside: il risultato è stata la perdita della falange dell’anulare.

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